Milano paralizzata per le Olimpiadi del 5 febbraio: ecco come ti fanno girare in tondo

Milano paralizzata per le Olimpiadi del 5 febbraio: ecco come ti fanno girare in tondo

A Milano le Olimpiadi sono entrate nel vivo, perché niente dice “evento sportivo” come un’imponente coreografia di strade sbarrate e divieti in ogni angolo della città. Giovedì 5 febbraio, infatti, l’Amministrazione comunale ha deciso di giocare a “chiudiamo tutto” nelle aree della piazza della Scala, Palazzo Reale e Fabbrica del Vapore, in perfetta armonia con il piano prefettizio ratificato al Comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico. Naturalmente, la sicurezza prima di ogni cosa, anche a costo di far impazzire residenti e pendolari.

Iniziamo alla grande con la serata del 5 febbraio: la Fabbrica del Vapore diventa zona off-limits per le auto dalle 13 fino a mezzanotte, con chiusure granitiche di piazzale Cimitero Monumentale, via Luigi Nono, piazza Coriolano, via Galileo Ferraris e le strade limitrofe, comprese vie Bramante, Giovanni Battista Niccolini, Cenisio, Messina, Ceresio e Giulio Cesare Procaccini. Insomma, se non ci sei nato o non hai un permesso speciale, buona fortuna a raggiungere l’evento… o la tua casa.

Dalle 14 la festa si amplia: il divieto si estende a macchia d’olio verso ovest e sud, includendo via Ceresio, Bramante, Paolo Sarpi e le vie “vicine di casa”, senza scordare via Lomazzo e via Tartaglia. Sì, insomma, praticamente mezza città. Ai fortunati residenti e a qualche rara categoria di veicoli “derogati” (chissà chi mai?), vengono concesse piccole concessioni di passaggio, mentre i poveri pendolari si beccano deviazioni del trasporto pubblico su consiglio delle autorità. Ah, e non dimentichiamo il divieto di sosta dalle 23:59 del 4 fino a tutto il 5 febbraio, per sprawlarci ancora di più.

Il blocco dell’inferno a San Siro

Si vola bassi con il traffico attorno allo storico stadio San Siro, dal 5 febbraio alle 21 fino alle 2 del 7 febbraio: una vera e propria chiusura totale. Piazza dello Sport, via Achille, via degli Aldobrandini e compagnia cantante rimangono impraticabili. Per stare sul pezzo, chiudiamo anche vie come Tesio, Palatino e Pegaso, più altri angoli romantici che, ahimè, dovranno accontentarsi dei ciclisti o dei pochi veicoli autorizzati.

E dalle 10 del 6 febbraio la cerimonia diventa ancora più esclusiva con il divieto esteso a quartieri pure lontanissimi dallo stadio – perché non c’è niente di meglio che invitare a casa il caos come ospite inatteso. La lista delle strade off-limits diventa un capolavoro di urbanistica: piazza Axum, piazzale Segesta, via Agrigento, via Alcamo, via Martino Bassi e un lunghissimo elenco che sembra più un tour degli incubi metropolitani. Gioia per i residenti e barbecue solo per chi riesce a parcheggiare lontano e camminare a memoria.

Ah, e per chi pensava di salvarsi a piedi, niente da fare: dalle 13 alle 24 del 6 febbraio si chiudono le porte anche ai pedoni in piazzale dello Sport e nelle vie principali limitrofe come Achille, Patroclo, Tesio e Piccolomini. Gli esercizi commerciali che ci abitano? Spariscono dietro una barriera invisibile, perché cosa serve una città che funziona quando puoi avere una città bloccata per una cerimonia? Sicuramente è il nuovo concetto di turismo.

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