Chissà come mai tutti si aspettavano un’impennata di prezzi a Milano durante le Olimpiadi 2026, e invece la realtà si è rivelata un’innocua doccia fredda per chi ama fare previsioni catastrofiste. A dirlo è stata una super analisi interna di Revolut, quella banca fintech britannica che monitora le spese dei suoi clienti in tutto il mondo, che ha dato un bel calcio ai trend da incubo annunciati sulle spese olimpiche milanesi.
Tra il 5 e il 17 febbraio 2026, il periodo delle ipotetiche apocalissi economiche in città, la spesa media per gli hotel e altre strutture ricettive a Milano è rimasta allegramente piantata sullo zero aumento rispetto allo stesso periodo del 2025. In pratica, i turisti hanno pagato più o meno gli stessi 70 euro “a testa” di sempre, senza strategie di prezzo particolarmente creative. Esilarante, no?
Se siete pronti a gridare al miracolo, sappiate che anche nel settore ristorazione la storia non cambia. Nonostante le orde di visitatori internazionali pronti a saccheggiare bar e ristoranti, la spesa media per transazione si è mantenuta saldamente intorno a 15 euro, come se nulla fosse successo. Balenghi di rincari ovunque, ma non a Milano, evidentemente.
Un’iniezione inconsapevole di buon senso nei negozi sportivi
L’unica nota che forse fa storcere il naso ai più refrattari alla normalità è il +15% registrato dalla spesa in articoli sportivi nei negozi meneghini. Per carità, non parliamo di fuochi d’artificio, ma di un aumento da 57 euro a transazione rispetto al 2025. Forse tutti quei nuovi arrivati si sono sentiti in dovere di acquistare un paio di sci o una tuta da ginnastica – giusto per immergersi nello spirito delle Olimpiadi, o per non farsi beccare dalla crisi immaginaria dei prezzi.
Insomma, mentre il racconto catastrofista della crescita dei prezzi per un evento come i Giochi Olympia affascina moltitudini di commentatori, i numeri di Revolut ci raccontano invece la commovente storia di una Milano che tiene duro, un microcosmo in cui il caro-vita olimpico è solo una leggenda metropolitana da sfatare con i dati impietosi della realtà.
Così, mentre le previsioni di rincari record sembravano imminenti, i fatti dicono che a Milano le cose restano come sempre: tutto sommato accessibili e senza quel boato di aumenti che in molti si aspettavano, come se il buon senso avesse fatto capolino, almeno per una volta, nelle sfarzose stanze delle previsioni economiche pre-olimpiche.



