Benvenuti a Milano, dove la lotta all’inciviltà urbana vince a suon di… cilindri conficcati nell’asfalto. Più di 400 paletti anti-sosta selvaggia sono stati piazzati a tradimento lungo i marciapiedi, trasformando camminate tranquille in un vero percorso a ostacoli.
Questi modestissimi cilindri, alti la bellezza di 800 centimetri (ah no, era un typo, sono 80 cm – ma lasciamo perdere), vengono infilati nel cemento come se fossero fiori in un giardino di ferro, a un metro di distanza l’uno dall’altro. Il conto preciso vede la cifra esatta di 421 paletti troneggiare fieri tra marciapiedi e strade, come i nuovi guardiani d’acciaio della mobilità pedonale.
I paletti, scelti in una maniacale selezione dai Municipi milanesi (chissà con quale criterio di “frequentazione” o “emergenza”), sono stati piazzati soprattutto dove passeggiano bambini e anziani – perché nulla dice “cura della comunità” come ostacoli metalliche lungo il cammino dei più vulnerabili.
Tra le “fortezze anti-sosta”, spiccano vie e piazze dal suono quasi pittoresco come via Crivelli, piazza Erculea, via Rugabella, via Tullio Ostilio, fino ad angoli più da cartolina come via Palmanova con l’intersezione a Rovigo, e via Vanzetti con quella a Peroni, giusto per ricordarci quanto sia fine la linea tra protezione e paranoia urbanistica.
Non mancano poi i monumenti all’ordine cittadino sparsi lungo via Bonfadini, via Guerrieri Gonzaga, via Rembrandt incrocio Branca, via Cremosano con la via Lovere, e la sempre affollata piazza Stuparich. Il tutto ovviamente con la promessa che la tutela dello spazio pubblico è stata messa in cima alle priorità della giunta.
La grande risposta alla sicurezza stradale
Marco Granelli, l’assessore alle opere pubbliche, ha voluto esprimere tutta la sua soddisfazione per questa divina iniziativa, promettendo di “fare di più per la sicurezza stradale e per la cura dello spazio pubblico”. Ovvero, aumentare il numero di paletti come se fossero la medicina miracolosa contro le auto parcheggiate in maniera impropria.
Granelli ha dichiarato:
“Queste azioni, nate dalle richieste del territorio e dai cittadini, rispondono a una necessità e sono un modo concreto per dare risposte pratiche alle persone. Proseguiremo con questo lavoro insieme ai Municipi.”
Insomma, invece di risolvere alla radice il problema della sosta selvaggia (magari con controlli, sanzioni efficaci o parcheggi degni di questo nome), la nostra città preferisce una spallata di ferro che farà odiare ancora di più i pedoni, senza contare che per qualcuno sarà la nuova palestra per evitare di finire come in una gara di “Schivare i Paletti 2024”.
Perché a Milano, alla faccia dell’innovazione, sembra che la soluzione definitiva sia fissare nel cemento cilindri da schivare, giusto per mantenere alto lo spirito di chi ancora si ostina a vivere la città a piedi.



