Immaginate la straordinaria scena di un impatto mozzafiato degno di un film d’azione, ma purtroppo senza il lieto fine hollywoodiano. Un testimone oculare, oltremodo impegnato a sfrecciare sul suo monopattino elettrico – perché nulla dice “esploratore urbano moderno” come un veicolo sfuggente e minuscolo – ha vissuto il momento “wow” di un tram che si avvicinava a velocità da capogiro.
L’assurdità si spiega da sola: il nostro eroe a due ruote ha osservato figure umane distese a terra, feriti che urlavano e un’atmosfera drammaticamente surreale. Sembra quasi che un piccolo veicolo elettrico stesse rischiando di mettere in scena un fotogramma da thriller, mentre intorno tutto si trasformava in un campo minato umano.
Ovviamente l’ambientazione è quella classica di un incubo cittadino: un tram che, a suo dire, correva come se stesse partecipando a una gara senza regole, senza curarsi minimamente delle vite che si consumavano su quella strada. L’eco delle urla e la scena dei feriti sparsi sono quasi un invito a riflettere su come la modernità urbana talvolta giochi brutti scherzi.
Non è necessario specificare che la “terribile scena” citata dal testimone avrebbe giustificato un indotto di urla, panico, e quella incredibile sensazione di impotenza che tanto piace raccontare a chi si imbatte in drammi cittadini. Insomma, non proprio il tipo di giornata da ricordare con gioia.
Ma andiamo avanti: è davvero affascinante pensare che, in uno scenario dove l’emergenza è all’ordine del giorno, un mezzo considerato sicuro e affidabile come il tram possa trasformarsi in un ineffabile veicolo del caos solo perché qualcuno ha avuto la brillante idea di non rallentare a dovere.
D’altronde, chi potrebbe mai prevedere che una città piena di monopattini elettrici – di quelli che sfrecciano rapidi come fulmini – finisca per trasformarsi in un vero e proprio campo di battaglia? Il nostro testimone dimostra che basta un attimo, pochi secondi di distrazione o di leggerezza, e tutto precipita nel disastro.
Ecco quindi l’esperienza di un cittadino qualunque, che con ironia ma anche una buona dose di incredulità, ci racconta di quella giornata che, a quanto pare, nessuno aveva previsto sarebbe potuta finire così male. Niente applausi, solo un’amara riflessione sull’inadeguatezza delle nostre metropoli a gestire la convivenza caotica tra vecchi mezzi tradizionali e nuove forme di mobilità “smart”.



