Ci piace pensare che la sobrietà sia una virtù, ma a quanto pare alcuni preferiscono vivere nell’opulenza più sfacciata, magari solo per ricordarci che, in fondo, il buon gusto è sopravvalutato. Insieme, queste due dimore strapagate valgono la modica cifra di 23 milioni di euro, perché perché accontentarsi di un castello quando si può sfoggiare una reggia nel cuore di Venezia?
La prima residenza si trova in zona Venezia-Duse, un appartamento da ben 350 metri quadrati, con un terrazzo che farà invidia a chiunque osi anche solo pensare di mettere una pianta sul balcone. Il valore al metro quadro? Una simpatica sciocchezza: 23mila euro al metro quadrato, per un costo complessivo di 8 milioni e 300mila euro. Chissà se avranno previsto un angolo dedicato a contemplare la modestia.
La seconda gemma è un attico in Magenta, zona che evidentemente trasuda esclusività, con tanto di terrazzo e posto auto (perché anche le macchine devono vivere nella ricchezza). Il valore al metro quadro qui si mantiene altissimo, superando i 18mila euro, e stiamo parlando di una superficie di 400 metri quadrati, un esercizio di vanità che farebbe arrossire chiunque solo a sognarlo.
Il lusso sfrenato come dichiarazione d’intenti
Ora, mentre milioni di persone si accontentano di spazi decorosi e prezzi umani, qualcuno decide di gonfiare il valore degli immobili fino a livelli quasi surreali. Come se fosse fondamentale stabilire chi può ignorare il buon senso con maggiore efficienza. Non dobbiamo sorprenderci, è solo la naturale conseguenza di un sistema dove potere e denaro si intrecciano in un ballo senza fine.
Si potrebbe pensare che una simile follia abbia almeno un giustificato motivo economico o sociale, ma no: è più una specie di capriccio, una dichiarazione di supremazia che grida “Guardate quanto posso spendere e spandere!”. Tutto questo mentre il resto del mondo si chiede come arrivare a fine mese.
L’abisso tra élite e realtà
Quello che colpisce, più di tutto, è l’evidente scollamento tra queste fantasiose valutazioni immobiliari e la realtà quotidiana della maggioranza delle persone. Questi appartamenti sembrano provenire da un mondo parallelo, dove le cifre ascendono a livelli quasi mitici, e qualsiasi principio di equità è cortocircuitato in maniera spettacolare.
Un buon confronto ce lo dà chi ogni giorno si smazza tra bollette, affitti e mutui: per loro, il costo al metro quadro di questi palazzi d’oro è semplicemente un’entità astratta. Intanto, le cronache cittadine rivelano che proprio nelle stesse stazioni urbanistiche, le case dignitose scarseggiano, e gli incubi sulle abitazioni prosciugano conto a conto la pazienza della gente comune.



