Gli Stati Uniti riescono sempre a brillare, anche quando si parla di hockey paralimpico. Hanno strapazzato il Canada con un roboante 6-2 nella finale giocata alla Santagiulia Hockey Arena di Milano. E, come se non bastasse, hanno anche stabilito un nuovo primato per i biglietti venduti a questa disciplina alle Paralimpiadi: la finale ha fatto registrare il tutto esaurito con 11.500 tagliandi staccati e una presenza di 10.795 spettatori secondo lo speaker ufficiale. Chissà come avranno fatto a contarli con tanta precisione… Battuto così il record precedentemente stabilito sabato scorso, quando gli spettatori furono 9.000 per Stati Uniti-Italia.
Parecchi tifosi americani e canadesi hanno affollato gli spalti, naturalmente senza dimenticare i tanti italiani, che però sembravano chiaramente più interessati a fare il tifo per il Canada. Il podio è stato completato da Cina, che ha vinto il bronzo battendo la Repubblica Ceca. Un trionfo di numeri e passioni che, per chi ama fare sfoggio di entusiasmo, segna una pietra miliare per queste Paralimpiadi.
Andrea Varnier, CEO di Milano Cortina 2026, ha commentato con un’aria da savio: “Il nuovo record di pubblico per la finale di Para Ice Hockey è un segnale fortissimo dell’entusiasmo e dell’attenzione che circondano queste Paralimpiadi”.
“Vedere l’Arena piena per una finale paralimpica dimostra che l’interesse del pubblico nasce dalla forza e dalla qualità di questa disciplina e della sua capacità di trasmettere entusiasmo. Un’eredità, questa, che va oltre i numeri e segna l’inizio di un cambiamento indelebile della cultura sportiva.”
Un messaggio che suona quasi come una sentenza: le Paralimpiadi non sono più un circo di nicchia, ma sono l’apice del cambiamento sportivo. Peccato che, a furia di parlare di eredità e cultura, ci si scordi dei veri problemi che accompagnano questo mondo… ma lasciamo perdere, oggi è tutto festa e record.
Un trionfo tutto italiano (almeno a parole)
La chiusura delle Paralimpiadi Milano Cortina conferma un fatto lampante: l’Italia sta vivendo la sua epoca d’oro, almeno per quanto riguarda le medaglie. Ben 7 ori, 7 argenti e 2 bronzi, per un totale di 16 medaglie – medagliere che sorpassa di gran lunga quello delle passate edizioni, dove nel 2006 a Torino erano appena 8 e, ciliegina sulla torta, nel 2014 a Sochi si era terminato con un triste zero. Una vera e propria rivoluzione, che mette la Penisola nel gotha paralimpico, come tiene a ricordare il presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis.
Tra le gioie azzurre, spiccano il bronzo di Giuseppe Romele nei 20 km di sci di fondo sitting e l’oro di Giacomo Bertagnolli nello sci alpino vision impaired. Un bottino niente male, da esibire con orgoglio a chi, nelle stanze del potere sportivo, magari guardava l’Italia con sufficienza.
Medagliere e polemiche: Russia, un ritorno al gusto amaro
Sul podio delle nazioni primeggia la Cina con 15 ori, 13 argenti e 16 bronzi, seguita dagli Stati Uniti con 13 ori. Terza, guardate un po’, la Russia con 8 ori. La sua brillante riammissione dopo 12 anni, naturalmente, non poteva non scatenare polemiche da manuale: decine di nazioni – tra cui l’Ucraina, ma anche Francia, Germania, Polonia, Paesi Bassi e compagnie varie – hanno disertato la cerimonia di apertura come atto di protesta. Ovviamente, il commissario allo sport dell’Unione Europea non poteva mancare all’appello… e se ne è ben guardato dal presentarsi.
Ma aspetta, non è affascinante questo teatrino? La Russia torna a far parte del grande spettacolo olimpico, applaudita sugli spalti, mentre nel mondo reale continua a bombardare e mietere vittime civili in Ucraina. Politica, sport e ipocrisia possono davvero andare d’accordo? Evidentemente sì, soprattutto quando c’è un palcoscenico internazionale da sfruttare a piacimento.
La cerimonia finale: tiriamo le somme a Cortina
Il sipario sulle Paralimpiadi scenderà domenica 15 marzo alle 20:30 al Cortina Curling Olympic Stadium. Tra i momenti più attesi, naturalmente, il passaggio di consegne alla Francia, che ha già prenotato la sua presenza come ospite dei Giochi invernali del 2030 sulle Alpi francesi.
Saluteremo, come tradizione vuole, l’ammainarsi della bandiera paralimpica e lo spegnimento dei bracieri di Milano e Cortina. Un momento solenne, quasi simbolico, che chiude una manifestazione tra record curiosi, vittorie italiane e non poche ombre internazionali. La magia dello sport, insomma, con qualche stonatura che fa tanto… realtà.



