Non potevano mancare i nostri eroi in divisa: i vigili del fuoco, intervenuti pure con il loro super tecnico nucleo Nbcr – quello che si occupa di tutte le cose nuclear-batteriochimico-radiologiche, perché mica si sa mai che fosse qualcosa di leggermente più complicato di un semplice spruzzo irritante.
Naturalmente, sul posto si sono precipitati anche polizia e 118, muniti di ambulanza e automedica, perché la sicurezza prima di tutto, soprattutto quando si tratta di studenti e un semplice irritante nell’aria. In totale, le vittime di questa deturpazione olfattiva sono state cinque coraggiose anime: una signora di 38 anni, tre giovani fanciulle tra i 16 e i 18 anni e un giovanotto di 17. Tutti visitati, fortunatamente senza segni di intossicazione.
Come si gestisce una crisi olfattiva in una scuola
Se qualcuno si aspettava una crisi di proporzioni epiche, beh, preparatevi a restare delusi. La presenza dello spray al peperoncino ha scatenato l’evacuazione, ma senza nessuna persona intossicata, come se respirare aria spruzzata di quella sostanza fosse l’ultima moda dell’inverno. Ma si sa, i protocolli vanno seguiti: perché prevenire un potenziale danno respiratorio è più importante che capire chi ha avuto l’idea geniale di portare l’arsenale odoroso in un ambiente scolastico.
Insomma, qualsiasi sia il motivo e chi sia il responsabile dell’episodio, il messaggio è chiaro: l’educazione olfattiva nelle scuole è un tema caldo. O almeno lo diventa quando scoppia una crisi che fa sì che tutti scappino di corsa, tranne, ironia della sorte, chi ha deciso di spruzzare quella bomboletta. Una lezione di sicurezza che ha sicuramente lasciato il segno, anche se solo sull’aria.



