I disastri? Qualche cartello stradale sbrindellato e un paio di cesate impazzite da cantiere lungo la circonvallazione, esattamente in prossimità di piazza Carlo Stuparich. Nessun ferito, nessun danno grave, grazie alla temibile protezione della polizia locale, che si è prontamente occupata di mettere in sicurezza gli scenari post-tempesta.
L’allerta arancione: paura ma non troppo
Per tutto il Milano e il suo hinterland il copione prevede un’allerta meteo ben marcata: codice arancione, ovvero livello tre su quattro nella scala della calma apparente. La protezione civile della Lombardia ha emesso questo avviso fino alle 21 di giovedì 26 marzo, promettendo raffiche a raffica fino a 90 km/h, che più che vento sembrano la premonizione di una tempesta perfetta.
Divieti e chiusure: perché ‘meglio prevenire che’…
Dovrebbero forse ringraziare i venti burrascosi le scuole e i musei localizzati dentro i parchi milanesi, poiché si sono beccati chiusure a raffica. Parliamo del Museo di Storia Naturale, del Planetario, delle biblioteche del Parco Sempione, di Chiesa Rossa e Villa Litta, senza dimenticare i Centri Diurni Disabili e i vari Cam interni ai parchi. Persino i cimiteri si sono adeguati a questa ecatombe di chiusure, aprendo solo le porte a parenti stretti già annunciati alle esequie.
Gli esercenti con dehors e bancarelle al vento non hanno una vita facile: tendoni e ombrelloni devono rimanere ben chiusi e ogni mobile deve essere ancorato con l’attenzione di un gioielliere sotto stress.
I consigli di Palazzo Marino: istruzioni per l’uso del buon senso
Palazzo Marino si è sentito in dovere di dispensare perle di saggezza nel mezzo del caos meteorologico. Le raccomandazioni sono più o meno queste: fuggire dalle aree verdi come da una peste sociale, evitare le zone alberate, le impalcature che traballano e persino i dehors e le tende a rischio collasso.
Inoltre, suggeriscono un’operazione di messa in sicurezza casalinga degna di un film di fantascienza: fissare vasi, oggetti e qualsiasi manufatto volatile che potrebbe decidere di farsi un giro per la città trasportato dal vento o chissà quali intemperie.



