Milan si fa beffare in casa da un Parma che manco ti aspetti e noi a guardare increduli

Milan si fa beffare in casa da un Parma che manco ti aspetti e noi a guardare increduli

Il Milan cade fragorosamente domenica sera a San Siro, battuto 1-0 dal modesto Parma. Dopo una clamorosa serie di 24 risultati utili di fila e 19 partite consecutive a segnare, ecco arrivare la sconfitta a spegnere definitivamente le flebili speranze di rimonta sull’inarrivabile Inter. Per fortuna il karma sembra essere meno crudele, visto che anche Napoli e Juventus inciampano, così il danno in classifica resta relativamente contenuto.

Il match? Un’esibizione tipica di chi fa tanto possesso palla e crea occasioni a ciclo continuo, solo per fallirle con una costanza imbarazzante. I protagonisti principali sono stati Pulisic e Leao, ma non contate sul loro apporto nella rete. In più, la giornata si è complicata ulteriormente con l’infortunio di Loftus-Cheek dopo un duro scontro con Corvi, costringendo a un cambio a metà partita.

L’episodio clou è arrivato all’80’ minuto: su un calcio d’angolo, Troilo infila di testa e arriva la magia del VAR. Prima c’è un annullamento per fuorigioco da parte di Piccinini, ma poi l’arbitro, assistito dalla tecnologia, ribalta la decisione e convalida il gol del Parma. Un vero colpo al cuore per il Milan, che si assesta così sul quarto naufragio casalingo nelle ultime sei partite. Che brillantezza.

Occasioni Buttate e Infortuni: Il Mito del Milan da Rimonta

Inutile negarlo, il Milan ha giocato da padrone, ha dominato, ha creato occasioni e ha persino fatto girar la palla abbastanza bene per convincerci che forse qualcosa può ancora succedere. Ma, come ogni amante del grottesco sportivo sa bene, creare occasioni non significa fare gol, soprattutto quando si ha la mira di un cecchino ubriaco. E così, dopo tanti sforzi vanificati, quella sensazione di “ancora non è finita” si è trasformata in un plateale “qui la storia è finita da un pezzo”.

E poi ci sono i soliti intoppi, come se servisse altro a complicare una già amara serata: l’infortunio di Loftus-Cheek è la classica ciliegina su una torta amara. E mentre qualcuno prova a giustificare le difficoltà con la sfortuna o la mancanza di qualche campione al proprio fianco, il vero problema resta il solito: un Milan che vive di fiammate, senz’anima e senza quella concretezza che serve quando si gioca ai vertici.

Così, la sconfitta col Parma non è solo un punto perso sul campo, ma una definitiva bocciatura di un progetto che tenta di far credere che una squadra top può permettersi di giocare “troppo bene” per vincere. Eppure, i numeri gridano: quattro KO in sei partite a casa propria sono un biglietto da visita piuttosto poco rassicurante, anche per chi è abituato a convivere con mezze stagioni no.

Ma non disperiamo, perché il campionato è lungo, e l’illusione di un Milan competitivo nel duello con Inter, Napoli e Juve resiste ancora, almeno nelle menti di qualche tifoso ottimista. Il problema? Il campo parla chiaro e non lascia spazio a illusioni: serve ben altro per tornare a sognare lo scudetto.

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