Il capolavoro logistico? La circolazione è stata completamente bloccata. Una scelta ovvia, si dirà, per gestire l’emergenza e far evacuare i malcapitati imprigionati nel groviglio metallico. Complimenti all’efficienza: ci vogliono ore per “districare” veicoli, soccorrere passeggeri, mettere in sicurezza serbatoi e forse anche qualche bottiglia dimenticata.
Il festival della sicurezza prosegue con la presenza di forze dell’ordine che, tra un rilevamento e l’altro, devono regolare una viabilità che ormai non esiste più, e il personale del 118 che gira come se fosse in una conferenza stampa, ma in piena emergenza.
Il perfetto esempio di come si organizza un disastro
Un’ottantina di mezzi intrappolati in un corridoio ristretto in un momento qualsiasi della giornata, e voilà, il gioco è fatto: l’autostrada si blocca e con essa ogni speranza di fare un tragitto decente in sicilia. Qualche malcapitato rimane intrappolato, qualche altro arriva puntuale alla sua dose di ritardo e frustrazione quotidiana. Se non è genialità questa, poco ci manca.
Ovviamente, nessun accenno a preventivi mirabolanti, piani di emergenza o tecnologie futuristiche per evitare simili situazioni. No, qui si punta tutto sull’ingegneria dell’improvvisazione e sul “mettiamo mano alle cose quando ormai è troppo tardi”. E per fortuna che siamo in un paese d’eccellenza, mica in qualche villaggio sperduto.
E mentre i nostri valorosi soccorritori si sforzano a pietà infinita di districarci dal moderno nodo gordiano della viabilità, gli automobilisti – eroi involontari di questa tragedia stradale – si godono lo spettacolo di un’escalation di tamponamenti e di nervi a fior di pelle. Un capolavoro di gestione emergenziale, davvero.
Un’istantanea dello stato dell’arte delle infrastrutture siciliane
Non si può non notare come questo ennesimo disastro non sia altro che la fotocopia perfetta di un sistema di trasporti che, tra carenze strutturali e mancanza di investimenti, trasforma ogni giorno un’autostrada in una trappola mortale di stress e abbandono.
La famosa A20 è da decenni argomento di discussioni politiche, promesse elettorali e annunci roboanti. Finché qualcosa come ottanta veicoli si incastrano alla perfezione in una galleria, immobilizzando tutto. La magica ricetta per il caos, insomma.
Ma tranquilli, i comunicati arrivano puntuali, con toni rassicuranti e qualche scusa di circostanza, che servono solo a scordare che ormai, in questo sistema, l’efficienza è roba per altri paesi, non per noi che giochiamo in Serie Z delle autostrade.



