Mercati globali in festa mentre tutti fingono che la chiusura americana stia finalmente per finire

Mercati globali in festa mentre tutti fingono che la chiusura americana stia finalmente per finire
Stati Uniti, quella che ormai si trascina come un film horror a episodi senza fine, sembra giungere alla sua epica conclusione. Proprio così: il Senato americano ha approvato la prima tappa di un accordo bipartisan, che, con buona pace dei ritardatari cronici della politica, dovrebbe finalmente mettere fine a questa telenovela istituzionale.

Questo gioiellino legislativo promette di finanziare il governo fino al 30 gennaio dell’anno prossimo e, ciliegina sulla torta, potrebbe persino invertire alcune delle cacciate permanenti di dipendenti pubblici che hanno colorato di nero questi 35 giorni di impasse.

Strategisti e sapientoni del mercato non hanno dubbi: una fine così rassicurante per la chiusura dovrebbe dar la carica agli investitori, dopo sette giorni in cui l’ansia riguardo l’intelligenza artificiale e le azioni tech ha portato i mercati globali a un fastidioso passo indietro.

Parlando con il programma “Europe Early Edition” di CNBC, Jason Paltrowitz, vicepresidente esecutivo di OTC Markets, si è sbilanciato con quel tipo di ottimismo che lascia un po’ perplessi: ha definito la risoluzione “positiva non solo per gli USA, ma per i mercati globali nel complesso”.

Jason Paltrowitz ha detto:

“Penso che ogni notizia sia una buona notizia. Il mercato ha bisogno di vedere che stiamo superando questa fase. Gli investitori vogliono sicurezza, sia per l’economia sia per i loro investimenti.”

Le azioni future statunitensi battevano i piedi nella zona positiva prima del suono della campanella di apertura lunedì, mentre in Europa il festino continuava: Stoxx 600 guadagnava l’1,4%, e FTSE 100, DAX e CAC 40 marcavano tutti il passo.

Edmond de Rothschild Asset management ha fornito in un commento lampo la spiegazione della clamorosa riappacificazione a Washington: la possibilitĂ  di conseguenze economiche negative, almeno teoricamente, ha convinto entrambi i lati del Congresso a rimettere in pista qualche trattativa.

Settore aereo: il vero protagonista del dramma

Nel frattempo, i riflettori sono stati puntati sull’ormai mitologico settore aereo, trasformato in campo di battaglia del braccio di ferro politico. La scarsità di controllori di volo, imputabile a stipendi mancati per settimane, ha generato tagli drastici ai voli.

Per fortuna, le paure di milioni di viaggi interrotti durante l’immancabile settimana del Thanksgiving, con tutto il caos e lo stress per turisti e investitori nel settore leisure, sembrano ora dissolve in una sorta di miraggio alleviato. Le azioni delle compagnie aeree americane hanno preso il volo nel pre-market di lunedì, ironicamente più di molti aerei.

Sentimento dei consumatori e blackout informativo: un mix esplosivo

In tutto questo teatrino, la percezione dei consumatori ha navigato in un mare oscuro, schiacciata da un black-out di dati che ha alimentato le incertezze sullo stato di salute dell’economia americana. Gli strategist degli investimenti non hanno mancato di sottolineare come il ritorno di informazioni economiche finalmente aggiornate sarebbe come una doccia fredda ma necessaria per i mercati.

Jonathan Pingle, capo economista USA di UBS Investment Bank, ha così sintetizzato l’importanza di questa svolta:

“La pubblicazione dei dati ridurrà le incertezze per il Comitato Federale del Mercato Aperto (FOMC). Da agosto arriveranno dati positivi, seguiti probabilmente da altri che sembreranno parecchio più molli. La Fed sta zoppicando in questa nebbia, e credo che i mercati desiderino chiarezza a qualsiasi costo.”

Insomma, il blocco governativo non è solo un fastidio burocratico: è un vero e proprio freno alla crescita economica. Negli stessi uffici ufficiali, la notizia di un possibile accordo ha fatto scattare addirittura un po’ di entusiasmo, un “tifo da stadio” per rivedere un governo funzionante e report economici aggiornati.

Nick Nelson, stratega globale di Absolute Strategy Research, ha definito l’accordo come “una buona notizia” per i mercati. Durante il programma “Squawk Box Europe” ha osservato che i dati di fiducia del consumatore fiacchi della settimana scorsa evidenziano come un prolungamento della chiusura – e quindi la mancata paga – avrebbe potuto seriamente compromettere i consumi.

In conclusione, una brillante commedia americana: politici che litigano senza sosta, voli che si cancellano come per magia, mercati che oscillano tra speranza e panico e, dulcis in fundo, la notizia che finalmente potrebbero tornare a pagare qualcuno. Nel frattempo, noi spettatori possiamo solo attendere il prossimo episodio, con popcorn in mano e la certezza che, da queste parti, i drammi sono sempre garantiti.

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