Gli investitori, ovviamente, spiano con affetto il prezzo delle azioni di Novo Nordisk, il produttore del nome miracoloso Wegovy, che ha appena ottenuto l’approvazione della FDA per la prima pillola GLP-1 al mondo, lasciando così i concorrenti americani di Eli Lilly a leccarsi le ferite dell’invidia.
Nel frattempo, il gigante danese delle energie rinnovabili, Orsted, ha visto le sue azioni crollare del 13% lunedì, dopo che il Dipartimento degli Interni degli Stati Uniti ha deciso di sospendere le concessioni per cinque progetti eolici offshore già in costruzione. Non è la prima volta che Orsted si confronta con gli scherzetti dell’amministrazione americana: aveva già contestato con successo il blocco del progetto quasi ultimato Revolution Wind a Rhode Island, fermato all’inizio di quest’anno. Ma certo, gestire i mulini a vento in terra straniera è proprio un gioco da ragazzi.
Nel frattempo, tutti gli occhi sono puntati sui dati del PIL spagnolo attesi per martedì. Forse un po’ di dramma economico servirà a ravvivare questa giornata così monotona.
Nel versante Asia-Pacifico, i mercati hanno aperto perlopiù in rialzo, spinti dall’onnipresente mania dell’intelligenza artificiale che ha risollevato la borsa di Wall Street durante la notte. Sul suolo americano, i futures azionari si sono mantenuti attorno alla parità lunedì sera, dopo un inizio di settimana a dir poco blando, e soprattutto accorciato. Insomma, altro che fuochi d’artificio.



