Il festival di Sanremo, oltre a offrirci l’ennesima carrellata di canzoni che dimenticheremo prima ancora di lasciare la stanza, ci ricorda che il canto non è solo una tortura per orecchie fragili, ma a quanto pare qualcosa di più… addirittura un elisir per la salute. La scienza, con suoi modi gentili, suggerisce che cantare—sì, proprio far uscire quel lamento melodico dalla gola—soprattutto in compagnia, non solo migliora l’umore ma farebbe miracoli anche sul corpo. Immaginate un po’: benefici per il cuore, il sistema immunitario e persino la mente, roba da far invidia allo yoga e al pilates.
E come se non bastasse, il canto di gruppo è svelato come il miglior amico delle neomamme alle prese con la terribile depressione post-partum, senza neanche una pillola o uno psicologo. Nel nostro splendido paese, l’Istituto Superiore di Sanità si è spinto fino a creare un progetto chiamato ‘Musica e maternità’, una specie di coro terapeutico dedicato alle madri in difficoltà, dove l’unico ingrediente è mettere un po’ di voce. Quindi, la vecchia frase “canta che ti passa” non è solo un modo per far tacere qualcuno a cena, ma un vero e proprio consiglio medico. Ovviamente, questa brillante scoperta arriva dalla piattaforma antidoti per bufale mediche della Fnomceo, che ormai sembra più un’istituzione di fiducia mondiale che una semplice federazione di medici.
Ma veniamo alla domanda più struggente: cosa fa esattamente il canto per il nostro fisico? Sorpresa, coinvolge tutto il corpo. Sembra che il diaframma, quel muscolo nascosto che divide il torace dalla pancia, faccia il suo lavoro alla grande grazie a una respirazione profonda e controllata. Alcuni studi recenti, quelli fatti con tutta la serietà tipica della ricerca, hanno addirittura rilevato che cantare per soli 14 minuti può far apparire i vasi sanguigni più felici, quasi come se avessimo fatto un po’ di jogging. E non è tutto: un’eccezionale ricerca condotta su 65 sventurati con problemi cardiaci ha confermato l’effetto positivo del canto sulla circolazione, specialmente nei vasi più piccoli, sicuramente quelli più propensi a fare i capricci.
Naturalmente, non è tutto rose e fiori. Bisogna ricordare che questi studi sono stati fatti su campioni minuscoli e che i benefici osservati sono a brevissimo termine. Il mondo scientifico infatti è ancora più prudente di un genitore ansioso: non sappiamo se cantare regolarmente possa davvero aggiustare il cuore o se sia solo una magica illusione. Insomma, serve ancora tanta, tanta ricerca seria e rigorosa per capire se il karaoke può davvero sostituire la palestra, ma intanto, perché non provarci?
I presunti miracoli per il sistema immunitario
E come dimenticare il nostro sistema immunitario, quello che ci protegge da virus, germi e fastidiosi starnuti? Altri studi, con la delicatezza di un saggio tedesco, hanno esaminato se cantare possa alzare le difese del corpo. Dopo un’ora di prove corali, per esempio, i partecipanti hanno mostrato livelli aumentati di immunoglobulina A, una proteina che fa la guardia alle mucose di naso e gola. In parole povere: cantare potrebbe fare il baffo ai malanni stagionali, almeno per un po’. Ovviamente, i suddetti effetti si notano solo subito dopo l’esibizione e, come sempre con la scienza, non è chiaro se il miracolo duri abbastanza da farci evitare tutte quelle sgradevoli congestioni.
In conclusione, mentre la prossima volta che sentirete qualcuno urlare una ballata stonata, potreste farvi venire un po’ di compassione e pensare che forse, proprio quel tormento vocale, è il suo modo per mantenersi sano. Quindi, accettate l’invito: trovate un coro, riscaldate le corde vocali e, soprattutto, non prendete troppo sul serio le grida del vicino. Almeno, finché la scienza non dimostrerà il contrario.
Ah, il canto: quella magica pozione a base di note e fiato che promette di farci dimenticare tutti i mali, dalla depressione allo stress, senza nemmeno uscire di casa. Secondo gli esperti, cantare potrebbe addirittura ridurre i livelli di cortisolo, quel simpatico ormone dello stress che, se prodotto in eccesso, rende il nostro sistema immunitario più fragile di un castello di carte in una tempesta. Ovviamente, come ogni panacea globale, richiede ancora molte ricerche per trasformare il tutto da mera speranza in realtà scientifica.
E poi arriva la ciliegina sulla torta: il canto come rimedio miracoloso alla depressione post-partum. Sì, perché la depressione post-partum, quel gioiosissimo disturbo che colpisce una donna su dieci nei dodici mesi dopo il parto, può essere alleviata semplicemente intonando qualche nota di gruppo. Uno studio pubblicato sul British Journal of Psychiatry ci racconta con orgoglio che le neomamme che dedicano le settimane a intonare canzoni in coro guariscono più velocemente di quelle che si limitano alle sedute tradizionali. Quale sorpresa! Né pozioni né terapie, solo l’antico rito del canto di gruppo.
Ah, ma non finisce qui: un altro studio, sempre sul prestigioso British Journal of Psychiatry, ha esteso tutto questo entusiasmo a quasi duecento mamme e ha dimostrato che i benefici del canto di gruppo durano persino sei mesi dopo la fine degli incontri. Come se fossimo su una nuvola rosa di note, il buonumore resta, mentre l’Istituto Superiore di Sanità, non volendo essere da meno, ha deciso di cavalcare l’onda con la seconda edizione del progetto Musica e maternità. Insomma, tutto è lecito basta che ci sia un microfono in mezzo.
Perché cantare in gruppo è così miracolosamente efficace?
Ovviamente, cantare da soli non basta. Se vuoi davvero sentirti al top della forma, devi unirti a un bel coro, perché il canto in gruppo porta con sé non solo benefici fisici ma anche sociali e psicologici. Eh già, mentre intoni “Volare” con altri esseri umani, sembra che perfino i vostri battiti cardiaci si sincronizzino, creando una sorta di armonia fisica da far invidia a un’orchestra sinfonica. Se questo non ti fa sentire parte di qualcosa, allora cosa?
Inoltre, secondo i paladini del canto collettivo, questa pratica riduce quel fastidioso senso di isolamento che colpisce soprattutto anziani e neomamme, regalando un boost di autostima degno di un premio Nobel. Naturalmente, non bisogna essere dei fuoriclasse vocali, perché il solo “partecipare attivamente” – anche stonati come un coro di gatti – porta benefici sorprendenti. Quindi, se vi va di fare qualche strofa sotto la doccia, in auto o, ancora meglio, in un coro, sappiate che state facendo un favore immenso alla vostra salute. E tutto questo, senza fare alcuna fatica reale. Una rivoluzione, non trovate?



