Una sancta sanctorum della legalità: una maxi multa da 5.000 euro e il sequestro di un’area divisa tra due comuni. Squalificati dalla brillante operazione congiunta delle polizie locali di Brugherio e Cologno Monzese, che hanno scovato questo piccolo tesoro dell’illegalità proprio al confine tra i loro territori, venerdì 10 aprile.
Ovviamente, niente di più semplice: la zona critica sorvegliata con occhio vigile dai due comandi perché – ovviamente – l’unico accesso ai terreni di Brugherio passa per Cologno. Un dettaglio banale che ha reso finora “complessa” la gestione delle competenze, come se due paesi limitrofi si mettessero a giocare a “chi fa cosa” mentre l’illegalità fiorisce indisturbata.
Le “officine” abusive: un paesaggio archeologico dell’illegalità
Il capolavoro? Due veri e propri luoghi di culto dell’arroganza, eufemisticamente chiamate “officine”. Aperte senza un beato titolo, naturalmente. Ripiene di dodici veicoli in lavorazione, ognuno – guarda caso – affidato a questi “meccanici” del nulla. I proprietari, ignari e colpevoli, riceveranno presto verbali che potrebbero tranquillamente far impallidire un manuale di burocrazia.
Il colpo di scena? Uno sfortunatissimo cliente si è presentato nel momento esatto del blitz per ritirare la sua auto: la fortuna non lo ha assistito, e una sanzione sul posto gli ha ricordato quanto sia rischioso fidarsi di chi lavora nell’ombra.
Naturalmente, non finiscono qui le indagini: gli uffici competenti stanno rovistando tra i resti lasciati da questa festa dell’illegalità per quantificare i presunti danni ambientali e per scovare eventuali complici in questo pittoresco giro di attività abusive. Una saga tragicamente comica che si ripete, chiaramente senza un lieto fine in vista.



