Maxi caos al Policlinico con decine di feriti: tranquilli, è solo un giochino militare

Maxi caos al Policlinico con decine di feriti: tranquilli, è solo un giochino militare
Policlinico di Milano è andato in scena uno spettacolo dal titolo “Esercitazione di maxi-emergenza”, un’occasione imperdibile per dimostrare quanto (non) siamo preparati a gestire scenari con molti feriti. Ovviamente, tutto rigorosamente simulato, perché niente dice “serio ed efficace” come una messinscena ben orchestrata.

L’evento, a quanto dichiarato da una nota ufficiale, ha simulato un livello 2 di emergenza, ossia quel ben noto allarme che fa scattare l’attivazione dell’Unità di crisi – nome altisonante per dire “una squadra di persone che cercano di non perdere il controllo”.

A partecipare alla pantomima circa 30 “attori”, ossia personale del Policlinico e decine di operatori di vari servizi dell’area emergenza-urgenza. Passando per il trauma team pediatrico e persino il Pronto soccorso ginecologico, con in scena anche i soccorritori delle associazioni Croce Rossa Milano, Croce Bianca Milano e Croce Verde Apm. Un cast degno di nota, almeno sulla carta, per mettere alla prova procedure, flussi, tempi di intervento e soprattutto la capacità di coordinarsi – fingersi organizzati sarà il vero banco di prova.

Ovviamente, le simulazioni di maxi-emergenza non sono un hobby fine a sé stesso: servono (dice la versione ufficiale) a “mantenere efficiente la macchina organizzativa” e a garantire una risposta coordinata durante eventi straordinari. Per esempio incidenti giganteschi, deragliamenti (come quello dell’ultimo periodo, miracolosamente non dimenticato), o altre situazioni talmente critiche da richiedere uno sforzo eccezionale di risorse… e nervi d’acciaio.

La nota conclude saggiamente con la riflessione che “la preparazione nasce dall’esercizio”: ovvero, allenarsi oggi per essere pronti domani a gestire emergenze con rapidità ed efficacia – poco conta se in realtà spesso sembra più un gioco di prestigio per apparire più efficienti di quanto si è.

Insomma, tra scene simulate, attori improvvisati e la speranza che non capiti mai niente di serio davvero, ci consoliamo nel ripetere che almeno ci abbiamo provato. Ma attenzione: meglio non contare troppo su questa performance il giorno in cui l’emergenza reale busserà alla porta.

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