Mattarella a Niscemi promette miracoli mentre tutti sanno quanto sia dura e radicata la vostra realtà

Mattarella a Niscemi promette miracoli mentre tutti sanno quanto sia dura e radicata la vostra realtà

Che sorpresa: Sergio Mattarella si fa vivo a Niscemi dopo la frana che ha ridotto in macerie la casa di Roberto Palumbo. “Ci siamo e stiamo lavorando per Niscemi,” ha detto il presidente della Repubblica, scendendo dal suo piedistallo per una chiacchierata con gli sventurati cittadini locali. Ovviamente, il dramma umano è ben chiaro a tutti, e Mattarella ha saputo dimostrare una comprensione senza pari: “So che è difficile in queste condizioni. Qui c’era la vostra vita. Per questo sono venuto, per far vedere che il sostegno si mantiene alto”. Sembra quasi che l’onorevole gesto della visita riesca a sostituire anni di promesse disattese e azioni inconsistenti.

Roberto Palumbo ha commentato stupito: “Non mi aspettavo che si fermasse. Ci ha fatto capire che c’è attenzione”. Una parola magica, “attenzione”, che però in questa tragedia pareva essersi smarrita da mesi, tra comunicati di rito e una serie di rinvii infinite. Ma niente paura: quando arriva il presidente, tutto sembra miracolosamente risolversi… almeno a chi vive nei sogni.

Mattarella incontra la scuola di Niscemi: la speranza in più che tutti aspettavano (o no?)

Non si è fermato al brindisi consolatorio: Mattarella ha deciso di fare un salto anche nel cuore pulsante della comunità colpita, visitando il plesso scolastico “Gori”, che fa capo all’istituto “Giovanni Verga” di Niscemi. Una scuola che ospita classi sfollate dall’istituto Salerno, ormai dichiarato zona rossa, perché evidentemente tra crolli e crepe non basta avere i banchi nuovi.

La dirigente, Anna Maria Alesci, ci ha tenuto a sottolineare che “ci ha dato una speranza in più”, grazie alla generosa disponibilità di Mattarella che si è fatto portavoce di una serenità che, per una giornata, ha temporaneamente invaso i corridoi della scuola. Quasi un lusso per chi è abituato a convivere con le macerie, umane e materiali.

Non poteva mancare una nota di leggerezza, ovviamente: la dirigente Licia Salerno, responsabile dell’istituto Salerno, ha raccontato che il presidente ha scherzato con i bambini, addirittura chiedendo di non essere interrogato. Un gesto gentilissimo, non c’è che dire, soprattutto per chi ha perso la scuola e in certi casi anche la casa. La benevolenza del presidente si fa dunque sentire tra i banchi, con una visita magari distante dalla soluzione reale dei problemi, ma perfetta per scaldare qualche cuore con sorrisi e battute ben mirate.

Insomma, tra frasi di circostanza, sorrisi ben dosati e visite istituzionali, Niscemi sembra destinata a rimanere il classico esempio di quel “sostegno” che si limita a segnali simbolici. Nel mentre, le famiglie sopravvivono alla frana non solo con i detriti, ma anche con la paradossale speranza che un giorno i responsabili reali dietro a queste catastrofi facciano davvero qualcosa di concreto. Ma si sa, quando il padrone di casa passa come un raggio di sole estivo, tutto sembra improvvisamente meno pesante. Finché dura.

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