Marc Marquez non riesce proprio a trovare pace, e come se non bastasse, il suo fisico già provato lo aspetta un’altra serie di operazioni. Durante la Sprint del Gran Premio di Le Mans, il nostro campione del mondo della Ducati ha deciso di regalare a tutti uno spettacolo poco amichevole: è caduto alla penultima curva a un giro dalla fine, con la moto che lo ha letteralmente scaraventato in aria. Quando si è alzato, zoppicava come se fosse stato investito da un trattore. Gli esiti degli esami sono stati inequivocabili: frattura al piede destro.
Marquez ha spiegato da vero eroe sofferente: «Per fortuna è solo il quinto metacarpo, ma dovrò operarmi». Immancabile, però, quel tocco di dramma in più: non è questo il peggio. Il problema più grande è la spalla destra, ormai martoriata da anni, che si era fratturata di nuovo lo scorso anno in un incidente in Indonesia, durante un bellissimo tête-à-tête con Bezzecchi. Marquez aveva saltato la fine del campionato per tornare a girare ai test invernali, ma qualcosa non quadrava.
Marc ha raccontato con il tono rassegnato di chi fatica ad accettare la realtà: «Cercavo di convincermi che stessi bene, ma dopo il Gp di Jerez sono andato dai dottori e ho detto loro che stava succedendo qualcosa di strano. Hanno fatto dei controlli approfonditi e hanno scoperto che, dopo la caduta in Indonesia, una delle viti dei precedenti interventi si era rotta e un’altra si era spostata. Quella rotta si è mossa di qualche millimetro andando a toccare il nervo radiale. Per questo motivo non riesco a guidare come vorrei. Non ne avevo parlato, ma avevamo già programmato l’operazione dopo il Gp di Barcellona».
Inutile dire che i tempi saranno anticipati: partirà dalla Francia per la Spagna già questa notte e nei prossimi giorni entrerà in sala operatoria. Si prospetta dunque il forfait al Gran premio di casa, quello di Barcellona previsto per il prossimo weekend. Se potrà o meno correre al Mugello a fine maggio, è un mistero degno delle migliori trame di intrighi sportivi. Sicuramente, però, questo è un colpo quasi letale per i suoi sogni iridati — l’ennesima croce da portare su un corpo martoriato ma ancora determinato a voler correre.
Eppure, nel mezzo di questa tormenta di sventure, Marquez riesce a scorgere una luce: «Almeno adesso so che c’è una soluzione. A volte vai dal dottore e ti dicono che non vedono nulla, ma questa volta sanno qual è il problema».



