L’attacco all’Iran orchestrato da Stati Uniti e Israele, insieme al fronte che si sta inquietantemente allargando in Medio Oriente, non risparmiando nemmeno una minaccia velata all’Europa, sono il circo degli orrori su cui dovremmo riflettere seriamente. Nel mentre, la situazione si trasforma a ritmo frenetico. Per non perderci in un mare di confusione, abbiamo sottoposto tre domande sulla situazione attuale, i possibili scenari e sviluppi ad Andrea Margelletti, presidente del Centro Studi Internazionali (CeSI). Professore Margelletti, l’Europa, bersaglio ormai evidente, ha qualche possibilità di difendersi?
«Prima di tutto, poniamoci due quesiti: le minacce iraniane sono davvero realizzabili? Dal punto di vista terroristico, la risposta è un fragoroso sì. Secondo: nel cuore pulsante dell’Europa, possiamo davvero vivere sotto ricatto? La risposta, semplice ma amara, è che non dovremmo. L’Europa non dovrebbe mai accettare di farsi dettare la linea politica da nessuno. E invece, eccoci qui, a farci prendere per il naso senza batter ciglio. Risultato? Siamo un colabrodo in termini di difesa.»
Immaginiamo il peggiore degli incubi: domani l’Europa venisse attaccata. Sarebbe davvero in grado di difendersi? «In tutta onestà, no. Attualmente non dispongono di strumenti efficaci per contrastare un attacco di questa portata. Non è una novità, lo ha ribadito più volte anche il ministro Crosetto, e io lo confermo.»
E allora, cosa dovrebbe fare l’Europa? «Lasciate che vi racconti una favola moderna: l’Europa ha deciso – o forse meglio dire scelto – di non contare nulla a livello globale. Le singole nazioni europee sembrano incapaci di condividere persino le politiche economiche, figuriamoci quelle militari o politiche. La realtà è questa: frammentazione estrema e una classe politica che sembra assolutamente disinteressata a cambiare quadro. Un’Europa spaccata che cammina a capofitto verso l’irrilevanza.»
Uno sguardo più ampio sul Medio Oriente e i piani di Washington
Se allarghiamo lo zoom e osserviamo la situazione nel suo complesso, cosa ci aspetta? «Siamo di fronte a una crisi avvolta nel buio, avvolta da un velo di mistero e complessità che non inganna nessuno. La certezza, spassionata e brutale, è che Stati Uniti siano in pieno possesso di un piano – quasi un copione – volto a eliminare tutta la classe dirigente iraniana che è salita al potere dal 1979 in poi. E questo – attenzione – è proprio quello che stanno facendo.»
«Io stesso sono stato in Iran a novembre e devo dirvi una cosa quasi surreale: gran parte delle figure apicali che ho incontrato in quella visita sono ormai decedute. Non è una coincidenza, è un chiaro segnale di un obiettivo strategico ben preciso: la completa destabilizzazione del Paese tramite l’annientamento della sua classe dirigente. E se per caso dovesse nascere una nuova élite, non aspettatevi che l’America si fermi: saranno loro i prossimi bersagli.»
Riassumendo: un’Europa incapace di difendere se stessa, un Medio Oriente che brucia e un Stati Uniti che giocano a Risiko con vite vere, tutto condito da minacce terroristiche concrete e ricatti politici. E nel mezzo? Noi, spettatori increduli e forse un po’ complici di questo spettacolo da baraccone internazionale.



