Un innocuo tentato omicidio segna l’inizio di Mare Fuori 6, mentre un altro epico fallimento chiude la serie dei primi sei episodi. Dal 4 marzo, la dolce attesa su RaiPlay è stata finalmente coronata dal primo blocco della nuova stagione di questo mitico drama carcerario, che però appare un po’ svuotato rispetto al passato. Ma niente paura, c’è ancora abbastanza trambusto per far sbavare i fan. Al centro del turbine c’è la testa (letteralmente in bilico) della nostra ormai rimasta Rosa Ricci, l’unica superstite tra i protagonisti iconici dopo il trionfale addio di Ciro, Carmine, Edoardo e Filippo.
Tutta la trama ruota attorno al quesito principe: Rosa se ne va o resta? E soprattutto, lo farà tra schizzi di sangue (se l’eterna coppia Carmela & Simone riescono a farla fuori) oppure abbraccerà la redenzione dopo l’inaspettato invito di sua madre Maria a entrare nel programma testimoni? Nel frattempo, si tallonano tutti i fili narrativi possibili, con addii più o meno strappalacrime e qualche new entry a far da riempitivo, nella speranza di scovare la degna erede di Rosa e assicurarsi così ascolti tranquilli per le stagioni 7 e 8 già in cantiere.
Carmine torna o no? Il mistero continua
Per una Rosa che sembra già con un piede nella fossa (o nella cella mortuaria), si profila all’orizzonte l’ombra di un amore ritrovato. Fin dal primo episodio, si fa il tifo per un clamoroso ritorno di Carmine: qualcuno deve infatti riconoscere il cadavere di donna Wanda e, per un attimo, sembra proprio che il nostro eroe possa tornare a fare il suo ingresso in zona Ipm. Ovviamente, la realtà è molto più banale: a gestire la faccenda sarà il papà, lasciandoci con la voglia, quella sì, di una trama un po’ meno scontata.
Ma lo spirito di Carmine viene evocato in continuazione, quasi fosse il santo patrono dei cuori infranti: Rosa lo cita tutte le volte che impartisce lezioni di “vero amore” alla nuova arrivata Annarella, o quando tiene a bada il disperato Tommaso, chiaro esempio di friendzone in salsa hard.
Il colpo di scena da bar dello sport arriva poi quando Maria suggerisce a Rosa che forse, se decidesse di diventare collaboratrice di giustizia, potrebbe addirittura riabbracciare Carmine e costruirsi, ça va sans dire, una vita migliore, sperando in un lieto fine degno di un programma in stile “C’è posta per te”.
Fiocco rosa in Ipm: la nuova eroina pro-life
Non serve neanche che lo sceneggiatore lo metta in copione: sono sicuro che il ministro Roccella non avrebbe potuto desiderare svolta più pro life di questa. Nelle nuove puntate, Alina scopre con un misto di panico e sorpresa di essere incinta, risultato di una “scappatella” completamente sprovveduta con Pino.
La giovane, ovviamente terrorizzata dall’inaspettato ruolo di mamma adolescente, si ritrova circondata da un prodotto del coro entusiasta – un vero e proprio esercito di consiglieri “fallo, non ti preoccupare” che la incitano a correre verso un futuro radioso di pannolini e notti insonni.
L’unica voce fuori dal coro è la direttrice del carcere, la quale osa addirittura sussurrare che “non tutte le donne sono fatte per essere madri”. Peccato che sia talmente sconquassata dalla sparizione della sua figliola Lorenza che nessuno la prenda davvero sul serio.
Parola “aborto” comunque bandita, come se bastasse un semplice “non voglio questo bambino” per chiudere la questione in un batter d’occhio. Quando Alina confida dubbi e paure a Rosa, la sua risposta è un capolavoro di pessima scienza sociale:
“Per fare un figlio non bisogna essere pronti.”
La morale della favola? Alina tiene il bambino, ricordandosi che nella sua travagliata vita ha già fatto da genitore al fratellino. Che dolce…
La scena splatter che non può mancare
Mare Fuori senza un momento horror? Sarebbe peggio di un caffè senza caffeina. Così, dopo il pasto al sapore di carne di cane e le dita spaccate del famigerato CardioTrap, tocca all’occultamento di armi più disgustoso mai visto in un teen drama.
Il patto è semplice: Carmela e Simone progettano di eliminare Rosa, ma ovviamente serve un’arma ben nascosta. La soluzione? Il coltellino a serramanico che Sharon, amica pescivendola incarcerata per spaccio, passa alla sorella Marika, impegnata in un provino per uscire temporaneamente dal carcere.
Il dettaglio geniale? Marika deve nasconderlo in un posto così inusuale e doloroso da dover fare gli straordinari di malessere… no, non sotto la camicia, non nei pantaloni. Proprio lì, dentro. E il dolore mentre lo fa? Un piccolo extra che il drama, si sa, non lesina mai.
Il bagno, quel luogo sacro dove i sogni di diventare una star del canto vanno a morire tragicamente, nonostante l’assenza di maschere e applausi. Che dolce ironia, vedere aspirazioni artistiche distrutte tra le mura di una prigione, come se già non bastassero le sbarre a soffocare le ambizioni.
Finalmente, dopo anni passati a trasformare perfetti sconosciuti in idoli adolescenziali di plastica, arriva una ventata di novità: due nuove reclute semi-vip. Per la gioia di tutti, niente più facce anonime, ma bellezze ereditarie direttamente da famiglie illustri. Presentiamo dunque Cartisia Somma, figlia dell’attore Sebastiano Somma, e Virginia Bocelli, figlia dell’inimitabile tenore Andrea Bocelli. Perché se devi finire in prigione, fallo con stile.
Cartisia Somma veste i panni di Sharon, la pescivendola che non si fa problemi a gestire uno spaccio di droga al mercato, ovviamente con il placet della onnipotente Carmela. Idee, ambizioni e forse qualche delirio di grandezza la spingono verso una caduta inevitabile: un pasticcio che manda lei e le sue sorelline, Marika e Annarella, dritto dietro le sbarre. Finalmente qualcosina di interessante in questo mix di drammi adolescenziali!
Nel frattempo, dalla sesta puntata, subentra Virginia Bocelli nei panni di Stella, la ragazzina di 14 anni che parla poco, probabilmente per la paura che le sgranava gli occhi. Ovviamente, l’aria da silenziosa non è casuale, perché Stella sembra destinata a intonare note che accompagneranno Marika nel suo sogno musicale. Preparatevi a cori e melodie lacrimevoli, perché nel mondo carcerario la musica, come sempre, salva.
La direttrice lascia: non riesce più a gestire il caos
Nell’ennesimo colpo di scena degno di un thriller da bassa lega, la direttrice dell’Istituto Penale per Minorenni (conosciuta semplicemente come Ipm, ma non ditele che è un borgo felice!) Sofia, interpretata da Lucrezia Guidone, se ne va. Sì, avete capito bene: prima ci lasciò la solita Carolina Crescentini, ora è il turno di lei, vittima del classico disastro personale che sembra l’unico vero tratto distintivo di chi dirige i futuri delinquenti.
Tutta la tragedia si scatena quando sua figlia Lorenza sparisce assieme ai temutissimi “fratelli milanesi”, quel duo oscuro di detenuti pericolosissimi che tiene tutti con il fiato sospeso. Da quel momento, la povera direttrice si ubriaca di angoscia: non dorme, ignora l’igiene personale e rinuncia persino a mangiare. Il tutto condito da scatti di violenza da protagonista di telenovela contro i ragazzi rinchiusi. Un capolavoro di instabilità emotiva da far invidia al migliore degli soap opera.
Quando finalmente la sua bambina misteriosa torna sana e salva, una sola cosa le resta da fare: mollare tutto. E infatti si dimette, forse sperando che in quella bolgia in cui regna il caos qualcuno riesca a portare un po’ di ragionevolezza. Peccato che sull’orizzonte si staglia la minaccia di una vendetta micidiale da parte dei “fratelli milanesi”. Insomma, nessuno si salva, nemmeno chi dovrebbe avere in mano il controllo della situazione.



