Il giorno dopo il catastrofico incidente del tram in via Vittorio Veneto, Milano si risveglia ancora stordita da uno schianto che non ha lesinato vittime sparse: due uomini sono morti, e più di cinquanta persone, per lo più passeggeri della linea 9 dell’ATM, sono rimaste ferite. Quel viaggio prevedeva come destinazione finale Porta Genova, ma, evidentemente, qualcosa è andato tremendamente storto. I due sfortunati sono Ferdinando Favia, 60 anni, e Abdou Karim Toure, 56enne senegalese: usciti violentemente dal tram, sono stati schiacciati dal mezzo pesante, uno di quei classici tram “tramlik”. Che bel modo di scendere a destinazione.
Ora, tra ipotesi e teorie, si cerca di afferrare il “perché” di questo deragliamento spettacolare che ha infierito su chi si trovava a bordo. Il primo sospetto – e sorpresa delle sorprese, lo stesso sindaco Beppe Sala non ha potuto far finta di niente – è caduto sull’ipotesi di un “errore umano”. Come se fosse così semplice incappare in un guasto meccanico con tutti i sistemi moderni a disposizione. Magari il tranviere ha avuto un malore, accusa lui, un veterano con 34 anni di attività nell’azienda. Proprio lui, l’uomo che avrebbe dovuto tenere saldamente le redini di quella linea. Sbalorditivo, vero? E poi arriva anche la conferma: il tranviere è stato trasportato in ospedale e avrebbe ammesso il malore.
Ecco spiegato perché quel tram ha ignorato la fermata dopo piazza della Repubblica. Una fermata ben piazzata una decina di metri prima di uno scambio cruciale che avrebbe dovuto indirizzarlo verso piazza Oberdan. Invece, con una manovra degna di un pilota d’auto da rally, ha svoltato a sinistra verso via Lazzaretto. La velocità? Decisamente “inappropriata” – come si nota nel video diventato virale – tanto da finire per deragliare e schiantarsi contro un ristorante in viale Vittorio Veneto. Strano come il veterano del volante conoscesse perfettamente quel tratto e quella linea a memoria, dato che di norma dirige proprio il tram 9, oltre alla linea 31. Che colpo di scena!
Passando alle questioni legali, la procura di Milano, con il capo Marcello Viola, ha deciso di aprire un fascicolo per omicidio colposo, guidata dalla pm Elisa Calanducci. Primo interrogativo: il tranviere, “in servizio da solo un’ora” secondo lo stesso Sala, stava mica utilizzando il cellulare durante la guida? Per scovarci eventuali distrazioni o quel famoso “errore umano”. Ovviamente, il suo smartphone è stato prontamente sequestrato, per la gioia dei detectives tecnologici. Nel frattempo, telecamere sia interne che esterne del tram, insieme alle testimonianze degli astanti, affiancheranno l’investigazione nel puzzle di quella tragedia.
I rilievi accurati sono andati avanti per tutta la notte. La polizia locale, capitanata dal comandante Gianluca Mirabelli, ha battuto ogni centimetro di via Vittorio Veneto, tracciando, fotografando e annotando ogni indizio – tipo quelle tracce lasciate dall’andirivieni delle carrozze del tram sul manto stradale. E, come a teatro, i vigili del fuoco e la Protezione Civile hanno vigilato attentamente la scena, affiancati dall’Azienda regionale per l’emergenza urgenza (AREU): decine di ambulanze, automediche e autoinfermieristiche hanno fatto la spola per assistere i numerosi feriti, rendendo la notte in quel tratto una vera e propria quanto caotica passerella di soccorsi. E poi, naturalmente, la giornata è cominciata con tutta una serie di analisi per capire chi davvero ha sbagliato e – ovviamente – come evitare di dar fastidio a chi per anni ha guidato quella linea senza intoppi, fino a ieri.



