Maersk alza le previsioni di profitto perché a quanto pare il commercio mondiale fa tutto tranne quello che ci avevano detto

Maersk alza le previsioni di profitto perché a quanto pare il commercio mondiale fa tutto tranne quello che ci avevano detto

Il gigante danese della navigazione Maersk ha deciso di farci un regalo: un utile operativo nel terzo trimestre così alto da superare ogni aspettativa. Naturalmente, non poteva mancare anche un generoso ritocco verso l’alto delle previsioni per l’intero anno, spinto, guarda caso, dall’aumento dei volumi di container trasportati.

Considerata ufficialmente la cartina tornasole del commercio globale (per chi ancora non lo sapesse), Maersk ha sfornato risultati preliminari con un EBITDA di 2,68 miliardi di dollari nel periodo luglio-settembre. Un bel salto rispetto ai 2,6 miliardi attesi dagli analisti – che però fa quasi rimpiangere i tempi d’oro del valore di 4,8 miliardi dell’anno precedente. Eh già, quei bei numeri che si schiantano in una brusca discesa mentre la festa globale continua spensierata.

Come ciliegina sulla torta del narcisismo aziendale, la compagnia ha alzato la sua stima per l’utile operativo annuo, portandolo agli ambiziosi 9-9,5 miliardi di dollari, rispetto alla precedente forbice di 8-9,5 miliardi. Un miglioramento nel punto più basso della forbice, che ci ricorda quanto sia bello il mondo visto dai piani alti.

Vincent Clerc, CEO di Maersk, ha gentilmente offerto la sua perla di saggezza a CNBC Squawk Box Europe:

“Credo che quello che ci ha permesso di alzare le previsioni sia davvero una storia di resilienza. Resilienza della domanda in tutte le geografie, verso la fine del trimestre persino gli Stati Uniti hanno ripreso a muoversi in vista del picco stagionale di fine anno.”

“E c’è anche resilienza nelle nostre operazioni dove, nonostante l’inflazione galoppante e l’incertezza da crisi eterna, siamo riusciti a tagliare i costi, mantenendoli sotto controllo e aumentando così i margini in ogni segmento.”

Naturalmente, le azioni di Maersk non hanno apprezzato particolarmente questa rassicurazione e sono precipitate di oltre il 6% in una sola mattinata, come a dire “felice di volare alto, ma poi arriva sempre qualcuno a spegnere la festa”. In compenso, il titolo rimane lievitato di un rispettoso 5% da inizio anno.

Ah, ecco un’altra chicca: oltre a migliorare la stima sugli utili, Maersk anticipa ora una crescita dei volumi mondiali di container del 4% nel 2025, più alta del timido 2-4% previsto in precedenza. Non si possa certo negare che la fiducia sia, davvero, cieca.

Il Resiliente Mondo del Commercio Globale

Alla domanda su come definire l’andamento del commercio internazionale, Clerc si è preso il lusso di smentire chi, con poco intuito, ha proclamato la “morte della globalizzazione”. Parole sue:

“Il discorso della fine della globalizzazione è risultato piuttosto prematuro. Al contrario, vediamo che il livello degli scambi e l’integrazione delle economie sta crescendo, e il motore principale di questo fenomeno è proprio la forza della potenza manifatturiera cinese, che continua a espandersi su molteplici regioni.”

“Questa è stata la storia soprattutto degli ultimi due anni e uno dei motivi per cui continuiamo a sorprenderci della forza e della resilienza della domanda su tutti i prodotti che gestiamo.”

Insomma, lasciate perdere i proclami apocalittici e preparatevi a una lunga cavalcata sul treno del commercio mondiale, guidato da una Cina sempre più indomabile e da Maersk, che riesce a trarre profitto pure dalla tempesta perfetta. Nel frattempo, noi poveri utenti aspettiamo che qualcuno ci spieghi come mai tutto questo miracolo della logistica poi si traduca in conti salatissimi per tutti gli altri, tranne forse per i consumatori finali.

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