Logista, il colosso della distribuzione integrata europea, non si limita certo a consegnare pacchetti ma coltiva una vera e propria missione ecologica. Con operazioni attive in Spagna, Italia, Francia, Portogallo, Polonia, Paesi Bassi e Belgio, la società ha costruito una rete così capillare da sembrare un’invasione pacifica riuscita senza l’intervento militare.
In Italia, tra hub e circa 90 punti di transito, arrivano letteralmente ovunque: 60.000 punti vendita raggiunti ogni settimana, dall’angolo più remoto del paese al bar sotto casa. Il tutto, ovviamente, veicolando il prodotto principe della rete: i prodotti da fumo e da inalazione, da cui lo Stato tira fuori circa 15 miliardi di euro all’anno in tasse. Economicamente, una manna; ambientalmente, un piccolo disastro ben mascherato da efficienza tecnologica e diversificazione aziendale con divisioni come Logista Retail e Logista Pharma — perché una mano lava l’altra e il fumo è solo l’inizio.
Ma non temete, nonostante il settore non sia esattamente il paradiso verde, Logista ha deciso di farci credere di essere la paladina della sostenibilità, impegnata in “numerose iniziative” per ammorbidire il colpo del business sul pianeta.
Minerale Eco-illuminazione
Nel grande gioco delle parole e delle promesse ambientali, Logista ha implementato addirittura due programmi di Reverse Logistics (chiaro, roba da esperti, ma traduciamo per i comuni mortali: la pratica di riprendere materiali usati per riusarne o smaltirli meglio). Il primo si chiama Logista Green Box, un simpatico sistema che mira a riutilizzare gli imballaggi usati durante le consegne, perché il cartone è buono e rinnovabile, ma mica si può buttare tutto via con leggerezza, no?
Il secondo è RECYCLE-CIG, che non è il nome di un robot da cucina, ma una brillante idea per la raccolta e lo smaltimento di sigarette elettroniche esauste. In fase di rebranding – ceremonioso come d’obbligo – sta per diventare T-Collect, ma il concetto rimane: i clienti possono lasciare i loro device ormai inutilizzabili nelle box sparse nelle oltre 30.000 tabaccherie aderenti. E non è necessario acquistarne una nuova per potervi accedere, perché fare l’ecologico è un diritto universale.
Chiaramente, tutto questo lavoro non è solo per vanto: sfruttando queste pratiche, Logista dichiara di aver fatto un buon lavoro nel ridurre le emissioni e il consumo di materie prime. Una beneficenza imprenditoriale che si vende bene, sempre che si riesca a distogliere lo sguardo da quel piccolo dettaglio della natura del business.
Se siete tentati di leggere di più su questo eco-spirito aziendale, è disponibile il Rapporto sulla distribuzione 2025. Una lettura da non perdere, per chi ha tempo e voglia di indulgere nel fantastico mondo del greenwashing strutturato.



