Live Nation, il gigante americano dei concerti, ha deciso di mettere le mani sul Gruppo ForumNet acquistandolo da Bastogi Spa. Naturalmente, questa mossa strategica è presentata come un nobile impegno a “investire nel dinamico ecosistema dell’intrattenimento dal vivo italiano”, perché nulla dice “dinamico” come un colosso internazionale che fagocita un pezzo fondamentale del panorama locale.
Il fulcro dell’operazione: l’Unipol Forum
Al cuore di questo affare scintillante c’è l’Unipol Forum di Assago, presentato come la perla della corona che Live Nation intende coccolare con un piano di investimenti “significativi”. Parole magiche che promettono “migliorare ulteriormente la partecipazione del pubblico”, potenziare le “infrastrutture dedicate ad artisti e produzioni” e addirittura introdurre fantasiosi interventi “orientati alla sostenibilità”, con l’obiettivo – niente di meno – di ridurre le emissioni di carbonio.
Un progetto tanto green quanto necessario, visto che si parla di valorizzare il cosiddetto “lascito olimpico” della struttura, trasformandola in un punto di riferimento a lungo termine per l’intrattenimento internazionale e lo sport d’élite. Che lusso.
Teatro Repower e Carroponte: la ciliegina sulla torta
Ma non finisce qui: nell’accordo rientrano anche il Teatro Repower e la gestione della venue del Carroponte. Due gioielli che, insieme all’Unipol Forum, costituiscono il centro nevralgico dell’intrattenimento dal vivo di Milano e della Lombardia. Nel glorioso 2024, questo ecosistema varrà la modesta cifra di 4,5 miliardi di euro, cifra che rende ancor più interessante la proprietà di questi tesori.
Oh, e non temete: il team di ForumNet non sarà cacciato via come un ospite indesiderato. Continuerà a gestire queste strutture fino a quando l’operazione non si completerà – immaginate – entro il prossimo aprile. Un dettaglio prezioso per rassicurare chiunque si preoccupi della continuità… o dell’apparenza di questa.
“Venue cuore pulsante della cultura milanese”: parola di manager
Roberto De Luca, presidente di Live Nation, si lascia andare a frasi di circostanza degne di un copione da Oscar:
“Siamo orgogliosi di accogliere queste venue storiche di Milano all’interno di Live Nation e di investire nel loro futuro. Il Forum ha ospitato alcuni dei più grandi artisti italiani e internazionali e non vediamo l’ora di creare nuove opportunità per artisti e pubblico. Le venue ForumNet continueranno a operare con un management indipendente, mantenendo rapporti consolidati con tutti i partner e i promoter”.
Trascinante, vero? Nel frattempo, le parole di Marco Cabassi, presidente del gruppo Bastogi, confermano la solita narrazione di raffinata continuità culturale:
“Queste venue sono da decenni al centro della vita culturale milanese. La partnership con Live Nation garantisce che possano continuare a crescere e a essere un punto di riferimento, accogliendo artisti e pubblico dall’Italia e da tutto il mondo anche negli anni a venire”.
Peccato che, come sempre, dietro questa poesia di facciata ci sia il solito meccanismo economico, quello dove il colosso americano ingloba, promette futuro e sostenibilità, ma soprattutto si prepara a incassare. L’industria dell’intrattenimento italiano ha appena fatto un altro balzo verso la globale omologazione, e il palco è pronto per lo spettacolo del Profitto a qualsiasi costo.

