Che differenza può fare, per Leo Gassmann, stare davanti a una telecamera oppure calcare il palco? Davvero poca, purché si possa finalmente esprimere senza filtri o costrizioni. Ecco, a giudicare da questa dichiarazione da maestro zen, ci aspettiamo grandi cose anche quest’anno al Festival di Sanremo, dove il simpaticone ci accompagnerà con la sua “Naturale”.
Già, perché per lui l’importante è comunicare al massimo, dimenticandosi magari che, a volte, proprio la “massima” esposizione si traduce in espressioni al limite dell’indecifrabile o di un già sentito all’ennesima potenza. Ma niente paura, Leo, siamo sicuri che riuscirai a farci sentire il nuovo in modo naturalissimo e, ovviamente, naturale.
Il palco dell’Ariston? Un microcosmo dove, tra lustrini, luci e applausi, ogni artista deve destreggiarsi tra pressione mediatica e aspettative folli. Per Leo, però, sembra solo un altro set in cui recitare la parte di se stesso. Sarà interessante vedere se questo trucco da attore funzionerà davvero – o se resteremo ancora una volta basiti dal classico “tutto già visto”.
Ecco, la ricetta del successo? Forse una miscela sapientemente dosata di esibizione e spontaneità. Anche se sappiamo tutti che al Festival la spontaneità è spesso una sceneggiatura ben scritta a tavolino, e la naturalezza una recitazione calibrata alla perfezione. Ma che importa! L’arte è anche questo: sapersi vendere come naturali – anche quando tutto è cucito su misura.
Leo Gassmann ha pronte le sue mosse e, piaccia o no, la sua “Naturale” salirà sul palco più famoso d’Italia. Che sia per incanto o per routine, noi saremo lì a godercela con la stessa ironia con cui guardiamo ogni edizione del Festival: un mix di rispetto, attesa e un pizzico di cinismo.



