Prosegue, come fosse un mantra sacro:
“Da questi momenti di ascolto possiamo individuare soluzioni efficaci e strategie condivise per affrontare le difficoltà: il nostro impegno è quello di dare seguito a questi incontri coinvolgendo gli stakeholders interessati per dare risposte concrete alle aziende.”
Traduzione libera: tanto parlare per nulla, ma con un sorriso ottimista stampato sulle labbra e tanto “coinvolgimento” da parte di chi, evidentemente, ama sentirsi importante.
Lorenzo Civerchia, Presidente della Piccola Industria territoriale, si è affrettato a confermare il brillante cammino intrapreso in questa terza puntata del progetto:
“In questo terzo appuntamento abbiamo raccolto diverse esigenze.”
Ha poi aggiunto la ciliegina sulla torta:
“Proseguiamo con il progetto per migliorare le condizioni in cui le nostre imprese operano e contribuire a creare sviluppo in un’area industriale sempre più funzionale, sicura e competitiva.”
Sarà, ma dopo anni di annunci e incontri, la “funzionalità” e la “sicurezza” di un’area industriale sembrano più invenzioni da romanzo che realtà imminente. Ma che importa? L’importante è non perdere l’occasione di sentirsi parte di un progetto, anche se tutto intorno è paludoso come sempre.
Che sorpresa, un’altra tappa del progetto “Voce alle imprese” che promette miracoli per l’area industriale di Borgo San Donato. Dobbiamo sicuramente applaudire alla fedeltà con cui si moltiplicano questi incontri, dove le promesse di sviluppo si sprecano come cori da stadio alla vigilia di una partita persa in partenza.
Come se non bastasse l’eterna lotta tra chi ha la voce grossa e chi tenta di farsi sentire in una provincia che sembra godere dello status di eterno cantiere, questa volta il sipario si apre a Sabaudia, ospiti dell’azienda S.T.B. Valitech. Qui imprenditori e amanti del buon proposito si sono dati appuntamento per ribadire le solite criticità zoppicanti e lanciare nuove proposte che, ovviamente, nessuno ha la presunzione di aspettarsi realmente tradotte in qualcosa di più che carta straccia.
L’obiettivo strepitoso? L’ingresso (mica poco) dell’area nel Consorzio Industriale del Lazio. Perché, si sa, quando le infrastrutture e i servizi s’inceppano, il rimedio magico è sempre un consorzio più grande, più potente e soprattutto più burocratico. Naturalmente, questa scelta sarebbe strategica, neanche fosse un cavallo di Troia per un futuro migliore e non la solita dichiarazione di intenti travestita da miraggio.
Tiziana Vona, Presidente di Unindustria Latina, ha vestito i panni della fiera paladina del dialogo:
“La partecipazione delle imprese è fondamentale per il successo di questi incontri.”
Prosegue, come fosse un mantra sacro:
“Da questi momenti di ascolto possiamo individuare soluzioni efficaci e strategie condivise per affrontare le difficoltà: il nostro impegno è quello di dare seguito a questi incontri coinvolgendo gli stakeholders interessati per dare risposte concrete alle aziende.”
Traduzione libera: tanto parlare per nulla, ma con un sorriso ottimista stampato sulle labbra e tanto “coinvolgimento” da parte di chi, evidentemente, ama sentirsi importante.
Lorenzo Civerchia, Presidente della Piccola Industria territoriale, si è affrettato a confermare il brillante cammino intrapreso in questa terza puntata del progetto:
“In questo terzo appuntamento abbiamo raccolto diverse esigenze.”
Ha poi aggiunto la ciliegina sulla torta:
“Proseguiamo con il progetto per migliorare le condizioni in cui le nostre imprese operano e contribuire a creare sviluppo in un’area industriale sempre più funzionale, sicura e competitiva.”
Sarà, ma dopo anni di annunci e incontri, la “funzionalità” e la “sicurezza” di un’area industriale sembrano più invenzioni da romanzo che realtà imminente. Ma che importa? L’importante è non perdere l’occasione di sentirsi parte di un progetto, anche se tutto intorno è paludoso come sempre.

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