Lazio che corre senza freni e si lancia nell’eterna rincorsa tra territori che manco sanno di dover collaborare

Lazio che corre senza freni e si lancia nell’eterna rincorsa tra territori che manco sanno di dover collaborare

Ci troviamo a Roma, 28 gennaio 2026, perché evidentemente serviva un’altra pomposa conferenza stampa. A palcoscenico pronto, il presidente di Unindustria, Giuseppe Biazzo, si è dedicato a raccontarci le “priorità strategiche” delle imprese e del territorio, proprio mentre l’economia regionale sfoggia quei gioiosissimi segnali di crescita che superano la media nazionale. Tutto questo, ovviamente, nel magico contesto della fine del PNRR e del Giubileo, come se fossero i veri protagonisti di un film epico in quattro atti.

Ah, bene. Dunque, si arriva a parlare di crescita economica regionale all’indomani di una serie di investimenti pubblici che dovevano rivoluzionare qualsiasi cosa ma, sorpresa, ci ritroviamo solo con qualche scampolo di “segnali” di miglioramento, tutti da interpretare con la lente di ingrandimento e un pizzico di buona volontà. Nel frattempo, tutto è ambientato nel sontuoso St Regis Rome. Perché, si sa, se non fai show in una location blasonata, non sei nessuno.

Quando la crescita diventa un dettaglio imperdibile

Non è sfuggito a nessuno che la fine del PNRR coincida con quella del Giubileo: un sincronismo così perfetto che sembra scritto per mettere un cerotto sulla narrazione della crescita economica. Perché, in fondo, nulla spiega meglio la situazione attuale di qualche numero positivo sparso qua e là, fra squarci di ottimismo e marasma di burocrazia, che un evento religioso internazionale e un programma di investimenti rimasti fondamentalmente sulla carta. A conferma di ciò, le imprese, da sempre protagoniste di questi scenari, si apprestano a spingere per quello che dovrebbero essere investimenti strategici, ma che spesso si traducono in agende reboanti di belle intenzioni. “Priorità strategiche”, appunto, un’espressione che, tradotta in termini pratici, suona più o meno come “stiamo cercando una scusa per giustificare i numeri ancora tiepidi”.

Il presidente Giuseppe Biazzo, perfettamente consapevole del castello di carte su cui si regge una parte dell’economia regionale, sembra voler dialogare con un uditorio che si aspetta soluzioni concrete, ma fornisce una playlist di desiderata e strategie che, per quanto ambiziose sulla carta, si scontrano con la solita realtà fatta di ritardi, resistenze amministrative e un’incertezza politica quasi imbarazzante.

Lo spettacolo dell’ottimismo obbligato

Al netto di tutto ciò, la conferenza stampa si è trasformata in un perfetto teatro di ottimismo forzato: l’economia regionale è in ripresa, ma non troppo; le imprese hanno idee geniali, ma devono lottare contro un sistema che preferisce mantenere lo status quo; e ovviamente tutto girerà a favore del territorio, purché si alzi il sipario giusto, con tanto di applausi registrati. L’arte dell’illusione è una competenza fondamentale quando si parla di crescita in tempi di “post-PNRR” e di celebrazioni epocali come il Giubileo.

Insomma, il messaggio è chiaro: meglio mantenere le formalità, sfoggiare slides colorate e divertirsi con i numeri in loro favore, senza aspettarsi troppo dall’interpretazione fattuale. Ricordate: il vero successo è saper nascondere l’impalpabile dietro eventi mondani e dichiarazioni altisonanti.

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