La gloriosa catena ideata dal grandissimo imprenditore calabrese Michele Giglio, celebre per il ristorante ultra-lussuoso a dieci vetrine in via Valtellina a Milano – noto soprattutto per essere stato il palcoscenico dell’epica serata del calciatore Theo Hernandez – ha finalmente raggiunto l’apice del successo… nel senso che è andata in fallimento. Un successo così grande da fare impallidire persino i film tragici più acclamati.
Perché accontentarsi di un semplice crack economico quando si può anche accompagnare il tutto con un’indagine per atti persecutori? Sì, perché a quanto pare Michele si è divertito ad assillare il suo ex numero due, regalando agli inquirenti la ciliegina sulla torta di questo spettacolo tragicomico della ristorazione meneghina.
Ci si potrebbe chiedere cosa mai possa essere successo in questo mondo incantato di vetrine, piatti pretenziosi e serate da copertina. Beh, la risposta sta tutta nella volubilità del successo e nell’imprevedibilità di certi personaggi che si circondano di luci ma finiscono per spegnersi in un lampo.
Il fallimento tra luci e ombre
Non sorprende affatto che un ristorante che punta tutto sull’apparenza e sulle serate da gossip finisca per naufragare di fronte alla realtà dei bilanci. Alla fine, anni di sfarzo e marketing a oltranza non sono bastati a garantire un briciolo di stabilità finanziaria. Pare che l’obiettivo non fosse tanto quello di cucinare bene, ma piuttosto di servire scandali e notti folli su un piatto d’argento mediatico.
E invece no: il fallimento è arrivato, come inevitabile epilogo di un castello di carte costruito con l’aria fritta dell’imprenditoria da social.
Indagini e stalking, la ciliegina sulla torta
Ma anche la giostra del degrado personale non poteva mancare. L’ex titolare Michele non ha perso tempo e si è dilettato in atti persecutori ai danni di chi, fino a ieri, era il suo braccio destro. A chi pensa che si tratti di una sceneggiata da soap opera, va detto che invece è tutto reale. Povero ex numero due, probabilmente vittima di un mix micidiale di stress e mania di persecuzione da parte del suo ex capo.
Il quadro è completo: da ristorante di fama – o almeno di chiacchiere – a teatro di indagini giudiziarie e rappresentazioni di stalking quotidiano. Chi avrebbe mai detto che dietro quei vini pregiati e le luci tamarre si nascondeva un film drammatico degno di un noir?



