La romanticissima serata rovinata da un pigiama che fa più addormentare che sognare

La romanticissima serata rovinata da un pigiama che fa più addormentare che sognare

Ah, la coppia moderna: niente più romanticismo, ma un pigiama che farebbe dormire anche un orso in letargo. Il sexy allure? Sparito, volatilizzato. Chi avrebbe mai detto che un indumento così poco affine al “fuoco del desiderio” potesse diventare una vera e propria barricata tra le lenzuola?

La dottoressa Valeria Randone, psicologa e sessuologa clinica con studi a Catania, Milano e ovviamente online (perché oggi senza web non si va da nessuna parte), ci offre una delle sue penetranti analisi. Dimenticate le formule magiche e i rituali esotici, qui si parla di come la totale mancanza di cura personale e di attenzione estetica si trasformi nella più implacabile delle difese contro il desiderio.

Da tempo, ormai, si è smarrito quel fragile equilibrio che un tempo accendeva la scintilla tra amanti. Oggi, con una combinazione letale di comodità anestetizzante e pigiami degni di un ospizio, la passione sembra essersi presa una pensione anticipata. E, credeteci, non ce ne si può lamentare troppo: forse è solo una logica conseguenza dell’estraniazione emotiva e fisica che certi abiti provocano.

Quando il pigiama diventa il simbolo di un disamore generale

Valeria Randone non lascia spazio a dubbi: un abbigliamento curato non è solo una questione di vanità sconsiderata, ma una forma primaria di comunicazione, soprattutto nel privato delle nostre relazioni più intime. Eppure, il pigiama “comfort numero uno” ha spazzato via qualsivoglia tentativo di seduzione. Un vero e proprio sabotaggio delle emozioni sotto le lenzuola.

In un mondo in cui l’apparenza è tutto, restare ancorati a scelte così impoverite denota non solo disinteresse, ma una manifesta rinuncia al gioco del corteggiamento. Ovvero, quella danza preziosa che, sebbene datata, continua a essere l’unica via per mantenere vivo il desiderio. Ecco la grande ironia: ci lamentiamo della noia, ma indossiamo l’abito perfetto per alimentarla.

La cura di sé, quel concetto così radicale

La cura di sé dovrebbe essere il mantra. No, non stiamo parlando di ore spese davanti allo specchio ossessionati da imperfezioni, bensì di un gesto di rispetto verso il partner e, soprattutto, verso sé stessi. Curare il proprio aspetto, anche in intimità, manda messaggi inequivocabili: “Ti tengo a cuore” oppure “A te piace vedermi così”.

Eppure la realtà attuale sembra gridare il contrario. Il pigiama fuori luogo e la trascuratezza fisica si fanno portavoci di un distacco quasi assoluto dalla realtà passionale. Quel famoso fuoco che dovrebbe ardere nelle stanze del cuore e della camera da letto viene soffocato da stoffe che sembrano progettate più per la sopravvivenza invernale che per la conquista amorosa.

Perché, diciamolo senza peli sulla lingua, chi riesce a desiderarti vedendoti vestito così? Sarà anche comodo, ma il confort ha il suo prezzo, e il conto si paga sotto le coperte dove, tristemente, l’intimità abbandona la nave.

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