Giovedì 5 marzo 2026 alle 20:30, appuntamento imperdibile allo Spazio Teatro 89 di Milano. L’ottava tappa della stagione Nessun Confine 25/26 ci regala il gioiellino drammaturgico intitolato “La paura del mondo”, scritto da Elvira Buonocore e portato in scena dal bravo Francesco Cafiero. Naturalmente, sotto la sapiente guida della regista e magica dei giochi di luce, Maria Chiara Montella, il tutto condito dalle atmosfere sonore di Filippo Cutrona e dalle scenografie di Assunta La Corte. Insomma, tutto bello, perfettamente calibrato per farci riflettere – come se non lo facessimo già ogni giorno scrollando i social – su cosa voglia dire oggi “riuscire” in questa società che ci vuole tutti performer stacanovisti del nulla.
Il protagonista, un ragazzo prossimo alla laurea, si ritrova a discutere la sua tesi. Momento sacro, almeno così ci piacerebbe credere, mentre la contemporaneità ci costringe a trasformare questo rito accademico in uno spettacolo degno di Hollywood. Discutere una tesi? Non più un semplice atto di accertamento delle conoscenze, ma la rappresentazione stessa del successo da esibire davanti a un pubblico che non ha chiesto niente ma che, invece, si ritrova incatenato come spettatore di questa performance obbligatoria.
Ora, chiediamoci insieme: cosa può fare, un ragazzo armato solo delle armi della scuola? Quali esempi può davvero incarnare, in un mondo dove l’immagine è l’unica valuta che conta? Quale gesto può risultare abbastanza scandaloso da scuotere questo sistema che, per sua natura, sembra completamente insensibile? E, ciliegina sulla torta, cosa resta da fare per farci davvero soffrire?
Una generazione alla deriva tra performance e vuoto esistenziale
Quel che “La paura del mondo” riesce a sviscerare con feroce onestà è proprio questa crisi emotiva di un’intera generazione sotto pressione, quella mania ossessiva di dover eccellere in tutto e comunque. È un invito amaro a guardare in faccia la versione esasperata di un successo che si tramuta in un vuoto insostenibile, dove l’apparire schiaccia qualsiasi autentica aspirazione.
Che ironia, no? Il momento clou della vita accademica diventa un atto politico, un gesto che deve riecheggiare come immagine potente, roba che nemmeno un influencer su TikTok. E poi ti chiedi: ma è davvero tutto qui, in questa pantomima? Un mondo che reclama spettacolo anche dal più semplice degli atti – come se parlare e discutere fosse diventato uno show in prima serata.
Dietro le quinte: la squadra e il loro curriculum di tutto rispetto
Diciamolo, non si scherza neanche dietro le quinte. Elvira Buonocore ha già fatto la sua bella strada, dipingendo storie che hanno incantato premi come il “Dante Cappelletti” e progetti internazionali di tutto rispetto. Senza dimenticare il suo trionfo con “La cara dei vecchi”, scelta vincente nel 2024 dal bando NdN.
Maria Chiara Montella, regista e aiuto regia, è praticamente un’istituzione allo Teatro Bellini, dove ha diretto “Opera Viva” e messo mano a produzioni che si distinguono nei festival più ambiti. La sua esperienza si estende alla collaborazione con artisti di caratura internazionale e la direzione di progetti cross-culturali.
Il protagonista, Francesco Cafiero, non è certo uno sprovveduto. Cresciuto artisticamente tra Modena e varie scuole di alta formazione, ha affinato la sua arte abbracciando non solo il teatro tradizionale ma anche comicità e teatro fisico, con maestri del calibro di Luca Lanera e Wim Vandekeybus. Insomma, un attore pronto a farci sentire tutto il peso e l’assurdità di questa “paura del mondo”.
Dettagli per gli appassionati di performance esistenziali
Per chi si fosse perso le ultime news sul teatro milanese di qualità ma dal retrogusto amaro, l’ingresso per questa serata magica costa la modica cifra di 10 euro. Se avete meno di 25 anni, superate i 65, o riuscite ad infilare qualche tessera al seguito – Padiglione, Coop Lombardia, o altre sigle misteriose – potreste addirittura pagare metà prezzo. Fantastico, eh?
Non dimenticate: la biglietteria apre alle 19:30, giusto in tempo per farvi accomodare nel vortice emotivo della serata. E se vi sembra troppo impegno, potete sempre fare un clic sull’acquisto online, ma davvero, che gusto c’è?
Lo Spazio Teatro 89 si trova in via Fratelli Zoia 89, comodissimo con la M1 (Bisceglie) e la M5 (San Siro), oppure, per i coraggiosi, si arriva anche con bus 78 o 49. Easy come bere un litro di caffè amaro mentre riflettete su quanto siamo diventati ossessionati dall’apparire e giudicare.
Per ulteriori informazioni, la Compagnia Carnevale consulta la sua inbox e prima di prenotare, assicuratevi di essere pronti per un pugno nello stomaco di realtà, condito da una dose letale di sarcasmo e riflessione amara.



