Che sorpresa! Il gruppo multi-boutique Excellence ha deciso di gettarsi a capofitto nel futuro acquistando la quota di maggioranza di Kva – Kakashi Venture Accelerator, il primissimo venture studio italiano specializzato nativamente in intelligenza artificiale. Fondato a Torino da Federico Bottino e Alberto Trivero, non si tratta della solita azienducola di consulenza che finge di innovare, ma di un vero e proprio laboratorio a caccia di tecnologie all’avanguardia, investimenti early-stage in startup e modelli di business che tornano a ruotare attorno all’onnipresente AI.
Con questa mossa, Bottino, che vanta più di dieci anni nel campo dell’innovazione e tecnologia (e che, per la cronaca, è nato nel 1992, così giusto per stupire con la sua freschezza), rimane socio e guida la divisione che si occupa di investimenti venture. Obiettivo dichiarato? Trasformare l’operazione in un acceleratore di un ecosistema AI che finalmente possa competere con i soliti nomi pesanti europei. Insomma, non si parla solo di belle parole, ma di farsi largo in un gioco dove finora abbiamo fatto più il tappo che il conduttore.
Da una parte, Bottino e il suo team diventano la faccia di Excellence dedicata alle startup fresche di nascita. L’altra metà della mela, Kva, continuerà a investire direttamente in realtà selezionate con cura maniacale, puntando spudoratamente su settori quali fintech, martech, deep tech AI e, nota di merito, AI applicata alla difesa e all’intelligence. Già ora, tra i gioiellini in corsa, ci sono strumenti AI che per analisi finanziaria e decision making fanno impallidire chi ci provava con la calcolatrice e il caffè.
Prendete MadarAi, per esempio: una piattaforma che automatizza fino al 70% del lavoro manuale degli analisti in fondi di venture capital e private equity. In un caso reale, ha masticato oltre 120 proposte di investimento in 48 ore, roba che prima richiedeva più di una settimana e non di riposo. Se questo non è progresso, cos’è? E poi c’è NewJee, un progetto torinese che combina AI e tecniche Osint per scovare non tanto le notizie, quanto piuttosto smontare propaganda e fake news. Ultimamente lo hanno collaudato scommettendo proprio sui flussi informativi dedicati alle proteste in Iran e alla repressione del regime. Chapeau.
Due nuove venture per dominare il mercato globale
Il futuro? Ovviamente il futuro promette bene. Kva ha in cantiere il lancio di due nuovi venture studio operativi entro il 2028: uno concentrato su tecnologie AI-native per il marketing, l’altro focalizzato sulla produzione di software proprietario. Bottino spiega che il modello ideale è costruire aziende nate AI-native, pensate fin dal primer battito cardiaco per mescolarsi nei processi aziendali e attrarre capitali stranieri. Davvero una strategia da manuale, considerando che finora l’Europa sembra preferire il ruolo da spettatore piuttosto che da protagonista.
Il punto dolente, però, viene fuori dalla denuncia non proprio sottovoce di Bottino: «Stiamo comprando tecnologia dall’estero», dice, mentre le nostre imprese arrancano con margini da usura e nessuna possibilità concreta di reinvestire in innovazione. In soldoni? Licenziamenti in vista, difficoltà economiche crescenti e, ciliegina sulla torta, la perdita di autonomia strategica. Tradotto dall’italiano burocratico, significa che senza infrastrutture AI proprie — data center, modelli, competenze — l’Europa è destinata a essere, al massimo, il satellite tecnologico degli Stati Uniti. Roba da non credere, vero?
Servirebbe un piano nazionale, ma chissà se ci crede qualcuno…
Ed eccoci al punto più dolente: la necessità di un piano nazionale per l’intelligenza artificiale. Bottino non poteva essere più chiaro nel richiamare investimenti pubblici mirati alle infrastrutture strategiche, incentivi a pioggia sulla ricerca applicata e, dulcis in fundo, un impegno serio sulla formazione. Perché, eh, alla fine questa rivoluzione AI deciderà chi pagherà il prezzo più salato: i giovani. Senza competenze solide e tangibili, rischiano di essere semplicemente esclusi dal mercato del lavoro. Un futuro radioso, insomma.
Da qui nasce l’iniziativa targata Kva con l’Its Academy Piemonte: un corso per formare specialisti AI, nel tentativo di costruire un ponte tra capitale internazionale, cervelli locali e, finalmente, una visione strategica. Bottino conclude con una speranza che sa tanto di battaglia: riuscire a rubare il posto da protagonisti in un mercato che, altrimenti, sembra scritto per lasciarci solo la commedia degli errori.



