Finalmente si rischiara il cielo grigio sopra Kasanova, che – udite udite – ha trovato un nuovo padrone: la holding Pamaf, fondata e guidata dall’infaticabile imprenditore Antonio Bernardo. Il consiglio di amministrazione di Kasanova ha saggiamente deciso di accettare l’offerta per l’acquisizione del 100% delle azioni, concepita come un toccasana immediato per la crisi aziendale. Nel comunicato ufficiale campeggia la sacrosanta verità: questa proposta è “seria, solida e pienamente idonea a garantire una rapida e positiva uscita dal pantano della crisi.” E meno male!
Con l’ingresso trionfale di Pamaf, Kasanova potrà finalmente completare quel magico processo di risanamento che già si era messo in moto (almeno nelle intenzioni) e inaugurare un’imperdibile fase di modernizzazione e ottimizzazione del proprio business. Non mancherà nemmeno un piano per aprire nuovi punti vendita, perché cosa c’è di meglio che diffondere la fine della crisi con qualche negozio in più sparso qua e là?
Maurizio Ghidelli, amministratore delegato di Kasanova, non trattiene l’entusiasmo e dichiara di essere “molto orgoglioso” di aver accolto l’offerta di un “imprenditore gentiluomo”, un uomo di “valori e di parola” che, con la collaborazione delle squadre interne, promette di guidare il marchio verso successi scintillanti. Un ritratto degno di una favola imprenditoriale – speriamo senza il lieto fine a sorpresa.
Un tuffo nel passato: la promessa mancata di Ovs
Per chi avesse la memoria corta, ricordiamo il clamoroso episodio dello scorso novembre 2025: Ovs annunciava con pompa magna l’intenzione di acquisire Kasanova, accompagnata da promettenti piani di taglio dei negozi meno profittevoli (ah, la generosità delle grandi catene!) e una drastica riduzione delle spese tramite un aumento di capitale da 15 milioni di euro. Insomma, una ricetta perfetta per risollevarsi.
Peccato che appena arrivato febbraio Ovs abbia fatto dietrofront, gettando la spugna sull’acquisizione. Una rinuncia che nessuno si aspettava, attribuita a fastidiose questioni bancarie irrisolte – ovviamente una sorpresa sconvolgente per Kasanova, che si era subito affrettata a rassicurare tutti sulla volontà di andare avanti con il proprio percorso di risanamento e rilancio. Come se bastasse la buona volontà a scongiurare un destino complicato.
Così si chiude – per ora – un capitolo pieno di alti entusiasmi e bassi colpi di scena, mentre Kasanova resta in bilico tra promesse, nuovi salvataggi e la solita, meritata, dose di scetticismo. La saga dell’impresa in crisi continua, pronti a ridere e piangere insieme al prossimo colpo di scena.



