Niente da fare per la Juventus, che si trascina fino allo 0-0 a Monaco senza raccogliere nulla se non la brutta sorpresa di dover giocare i playoff di Champions League. Dopo un primo tempo da sonnolenti, la squadra di Spalletti ha tentato disperatamente nella ripresa, anche attraverso qualche cambio, di agguantare la vittoria che non è mai arrivata, condannandosi a un misero tredicesimo posto in classifica. Bello il quadro: fuori dalle prime otto e alle prese con uno scontro cruciale contro una tra Galatasaray e Bruges. Ai playoff, per la gioia di tutti, va anche il Monaco.
Il centrocampo del Monaco vede schierato un volto noto all’ambiente bianconero, Zakaria, affiancato da Camara. Notate la gentile omissione: l’altro grande ex, Pogba, manco è convocato. In attacco? Ecco lo schema: Balogun come punta di riferimento, supportato da un trio di nomi più esotici che famosi: Akliouche, Coulibaly e Golovin. Per la Juventus, Spalletti attua un turnover ridotto, regalando ad Openda la maglia da titolare – chissà quanto l’ha fatto brillare…
Confessiamo che riposavano, dolcemente, David e Yildiz, mentre sulla trequarti la compagnia è di Conceição, Miretti e McKennie. In mediana la coppia dei miracoli Koopmeiners e Thuram, e a difendere i pali un Perin di nuovo titolare al posto di Di Gregorio. Insomma, una squadra che gridava “speriamo in bene” fin dal primo fischio.
Il primo tempo? Una delusione sotto forma di sonnolenza agonistica. Il Monaco ha provato a fare la partita, affamato di punti, mentre la Juventus si è dedicata con un’eccellente partecipazione all’arte di sbagliare e rischiare. Per la cronaca, al 1′ minuto Perin sbaglia un rinvio così clamorosamente che regala il pallone ad Akliouche – il quale, fedelissimo ai principi juventini, sbaglia altrettanto clamorosamente il tiro, spedendo la palla lontano dalla porta.
Al 14′ arriva il capolavoro: Vanderson lancia Balogun in profondità, il cui approccio alla fisica newtoniana si traduce in una spinta a due mani su Kalulu. Con grande enfasi, Balogun salta Perin e butta dentro la palla, peccato che l’arbitro, rompiscatole, annulli tutto per lo sfrontato “fallo” dell’attaccante. Che fantasia.
Al 31′ il Monaco insiste con Akliouche che punta Kelly e serve Vanderson, ma Perin, nonostante tutto, risponde con un miracolo degno del miglior prestigiatore, mettendo il pallone in angolo.
Non bastasse, al 38′ Vanderson tira dalla distanza, Perin lo vede all’ultimo istante e respinge con un guizzo che solo da questo sporco e modesto portiere ci si poteva aspettare.
La Juventus in avanti? Solo un vago accenno nella seconda metà del primo tempo con Openda che si infila da solo fra tre avversari trovando solo il lato esterno della rete con un diagonale di sinistro. Su questo lievi squilli da buonanotte si chiude il primo tempo, con i tifosi bianconeri già in stato di trance e sospesi tra la noia e la rassegnazione.
Nel secondo tempo, il tecnico prova a iniettare qualche briciola di entusiasmo: escono Miretti e Conceição, dentro Adzic e Yildiz. La Juventus tenta di muovere il pallone con la speranza di un’illuminazione divina o almeno di qualche azione degna di nota. Al 72′ Openda serve Yildiz sulla sinistra, ma la conclusione manca di precisione e viene respinta.
Al ribaltamento di fronte il solito Balogun punta la porta, ma ancora una volta Perin ruba la scena con una presa sicura. Non bastasse, entrano pure Cambiaso e Zhegrova per il tentativo finale di una Juventus che si dibatte tra le reti della mediocrità e la maledizione del pareggio sterile, senza riuscire a sfondare.
Insomma, questa squadra continuerà a riverberare i propri dubbi e fallimenti nei playoff, in attesa che qualcuno, magari in un altro universo, decidere di giocare davvero per vincere. Intanto, la realtà si accontenta di un’umiliante mediocrità resa epica solo dal fatto che, a quanto pare, il semplice non farsi riprendere è diventato un traguardo degno di nota.

