Juve contro Roma: Boga il salvatore, Mckennie il gigante, Kelly la calamità annunciata

Juve contro Roma: Boga il salvatore, Mckennie il gigante, Kelly la calamità annunciata

6 PERINS: Sporca diligentemente i guanti prima su Pisilli e il suo bravo compagno di merende, Malen. Sul tiro a giro del solito Wesley invece, niente da fare. Nel secondo tempo, abbandonato a se stesso, si prende una bella cura a suon di colpi da parte di Ndicka e del già citato Malen. Un vero e proprio invito a nozze per i suoi avversari.

Kalulu, votazione a culo di gallina, si ritira prontamente dal contrasto con Pisilli che poi sfocia nel gol di Wesley. Il giovane giallorosso lo fa impazzire, su e giù per tutto il campo, come un’ombra fastidiosa. Contrasti persi e palloni regalati come se fosse una festa.

Unico tentativo di resistenza? Lo fa Bremer, che prova a graffiare la roccia di nome Malen. Chissà se l’ha fatto apposta o per sbaglio, ma dal 43′ del secondo tempo entra in scena Gatti: un vero e proprio eroe, salvatore delle speranze Champions. Come dimenticarlo?

Kelly è la rotella difensiva arrugginita del meccanismo inceppato. Il nostro caro Spalletti si dedica a riprenderlo come un ossesso, addirittura andando oltre la sua area tecnica di competenza, ma lui si fa scivolare tutto addosso. E mentre il tris di Malen arriva beffardo, lui è lì a fare da spettatore.

McKennie, campione di polivalenza: difende, attacca, rincorre, pressa, gioca da fantasista e da esterno. Sfiora un gol di testa degno di un attaccante, poi si sacrifica con le ultime forze per infilare la testolina nel 3-3 firmato da Gatti. Applausi per lo spiritoso tuttofare.

Koopmeiners si porta dietro qualche idea carina, ma sono tutte sporcate da tracolli clamorosi nelle scelte e nella realizzazione. Insomma, non proprio il colpo da maestro che si attendeva.

Thuram ingaggia un duello da franco-a-francese senza esclusione di colpi con Koné. Nel secondo tempo però, quando il povero romanista trova il ritmo giusto, lui alza bandiera bianca. Dal 27′ del secondo tempo entra Miretti, il quale, con un dignitoso 6, si rende utile nella riscossa.

Cambiaso, gloria dimenticata, appare più un astro cadente in avanti, incapace di contrastare Rensch. Dietro si perde quell’adorabile Ndicka sul raddoppio giallorosso. Dall’inferno all’inesistente in meno di 90 minuti. Dal 43’ il suo sostituto Openda rimane a guardare senza ottenere voti degni di nota.

Conceiçao, da par suo figlio d’arte laziale, emerge solo quando avvista i colori giallorossi. Pari e patta con Wesley, risponde con un secondo gol stagionale contro la Roma. Dal 27’ entusiasta entra Zhegrova, con un bel voto 7, che partecipa con piacere ai gol di Boga e Gatti, facendo volare la Juve verso il pareggio.

David, teoricamente il jolly d’attacco sulla difesa romanista, si rivela un punto di riferimento offensivo… inesistente. Dal 17’ entra Boga con un roboante 7 che risveglia la Juventus, firmando il 3-2 che darà fuoco alla rimonta.

Yildiz è una vera commedia: da una parte due gol sfiorati, dall’altra il mancino che non molla mai e riesce a portare a casa il 3-3. Un mix di croce e delizia che sembra rappresentare l’intera partita sullo sfondo.

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