JD Vance fischiato alle Olimpiadi pronta una visita al Cenacolo per l’eroe pubblico più controverso del weekend

JD Vance fischiato alle Olimpiadi pronta una visita al Cenacolo per l’eroe pubblico più controverso del weekend

Non solo hockey su ghiaccio e pattinaggio artistico, la delegazione americana che fa capolino a Milano per i Giochi Olimpici ha deciso di concedersi una tournée tra i luoghi più “raffinati” della città. Sabato mattina, per il vicepresidente USA JD Vance, è stata organizzata una visita super esclusiva al Cenacolo di Leonardo nella basilica di Santa Maria delle Grazie. Un privilegio raro e, ovviamente, sotto stretta sorveglianza.

Ma non pensiate che questa passeggiata culturale sia andata in modo tranquillo: il tratto di corso Magenta, quel delizioso corridoio di appena 300 metri attorno alla chiesa, è blindato come se fosse la VIP lounge del Palazzo di Governo. Pedoni? Nemmeno per sogno, si transita solo con invito selezionatissimo. Chissà se anche per respirare l’aria si paga il biglietto.

Ecco che la cultura americana si fa largo a colpi di transenne e divieti in una Milano già stanca di simili sceneggiate.

Il vicepresidente JD Vance… e i fischi

Durante la cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici, mentre la squadra degli Stati Uniti marciava fiera e applaudita da una folla a tratti meno entusiasta, il momento topico è stato ovviamente la comparsa del vicepresidente Vance sui maxischermi di San Siro. Mentre lui si alzava educatamente ad applaudirli – un gesto che infatti voleva apparire di supporto – il pubblico, come un’orchestra ben diretta, ha scelto di far sentire la propria opinione con una serie di fischi ben calibrati.

E non è tutto: anche al passaggio del team israeliano si è udito qualche scoordinato rumore di dissenso, ma niente a confronto dell’audience riservata a JD Vance. La scena? Un mix di ipocrisia e ribellione da stadio, con toni e durata decisamente differenti. Meglio fischiare negli stadi, dopotutto è un grande sport nazionale.

Un autentico show di contraddizioni, dentro e fuori dal campo. Insomma, le Olimpiadi non sono solo medaglie e record, ma anche il perfetto palcoscenico per evidenziare quanto poco riescano a piacere certe presenze politiche, neanche quando si nascondono dietro un applauso cerimoniale.

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