Qui non si tratta solo di usare Internet per vedere meme o cercare ricette, ma di misurare l’effettiva presa della tecnologia nella quotidianità degli italiani. Insomma, un confronto tra i milioni di clic degli italiani e gli ambiziosi obiettivi della Commissione Europea, senza dimenticare come se la cavano i “campioni” europei, ossia coloro che dovrebbero esserci da esempio.
L’intento? Fornire un quadro nitido, aggiornato e magari un po’ imbarazzante sul livello di digitalizzazione della nostra italica penisola e su come si posiziona nel grande circo europeo.
Quando “digitale” diventa sinonimo di “dove?”
Il 45,9% degli italiani tra i 16 e i 74 anni può vantare competenze digitali almeno di base. Tradotto: meno della metà sa navigare oltre la pagina Facebook e forse riuscirebbe a fare una videochiamata senza chiamare il nipote disperatamente. Se poi guardiamo il Mezzogiorno, risolto come “la terra delle meraviglie”, ecco che il dato crolla a ridicoli 36,1%, mentre il Nord vaga orgoglioso per la rete con il suo 51,3%. Pare evidente che la tecnologia per loro è ancora uninvito mancato all’open bar.
E l’Europa? Beh, l’Italia è un orgoglioso 22° classificato, un vero e proprio outsider digitale. Si trova a oltre 6 punti percentuali dalla Germania, che giace tranquillamente in una dimensione da “digitale ma serio”; ben 14 punti sotto la Francia, che gioca ancora a essere chic anche online; e addirittura 20 punti percentuali dietro la Spagna, che, evidentemente, si diverte un po’ più del dovuto con la tecnologia.
Spiace ammetterlo, ma in questa corsa al digitale l’Italia sembra più un turista spaesato che un protagonista attivo, nonostante le roboanti dichiarazioni di strategia e innovazione dei nostri politici. Forse, invece di annunciare grandi “piani” digitali, sarebbe il caso di accendere davvero quei computer e imparare a usarli.



