Israele annuncia la “miracolosa” sparizione del capo della sicurezza iraniana Ali Larijani: coincidenze o complotto del secolo?

Israele annuncia la “miracolosa” sparizione del capo della sicurezza iraniana Ali Larijani: coincidenze o complotto del secolo?
Israel Katz ha annunciato con la solennità di un telegiornale domenicale che il temuto capo della sicurezza iraniana, Ali Larijani, sarebbe stato spazzato via da attacchi aerei notturni.

Secondo una dichiarazione di Katz, ricevuta direttamente dalla sua fonte militare preferita, anche il comandante delle forze Basij di Teheran, il signor Gholamreza Soleimani, avrebbe fatto una brutta fine. Peccato che Teheran si sia mossa con la fretta e la serietà con cui si risponde a messaggi di spam: nessuna conferma, ma un messaggio scritto a mano, (sì, proprio un messaggio “autentico” scritto a mano!) attribuito a Larijani è apparso sui social come prova inconfutabile, seppur tristemente nostalgica, per commemorare i marinai iraniani caduti in battaglia.

Naturalmente, niente di tutto ciò ferma il mito di Larijani, ritenuto praticamente il braccio destro del defunto, ehm, Ayatollah Ali Khamenei, che sarebbe morto in bombardamenti stile Hollywood all’inizio del conflitto, per la precisione il 28 febbraio. L’Iran – che si è gentilmente limitato a una “ritorsione” contro i vicini del Golfo e qualche nave innocente nello stretto di Hormuz – continua questa partita a ping pong bellico con tanto di silenzi che parlano più di un comunicato ufficiale.

Per chi non lo sapesse, Gholamreza Soleimani è il generale d’ispirazione rivoluzionaria che comanda la milizia paramilitare Basij, specializzata nel trasformare proteste civili in improbabili musicali silenziati. Un vero maestro della diplomazia tramite manganello.

Il social media team del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu non ha perso tempo e ha twittato che il suo capo avrebbe ordinato la «eliminazione» dei pezzi grossi del regime iraniano. Insomma, buon appetito a tutti i protagonisti di questo thriller mediorientale che sembra non avere né climax né finale.

Ultima apparizione pubblica del signor Larijani? 13 marzo, dove si è mostrato allegro e arzillo a una marcia per la «Giornata di Quds» a Teheran. Sul suo account social – che sarà sicuramente un clone hackerato ma che noi prendiamo per buona fede – il 10 marzo aveva persino risposto a Donald Trump con una sfida indigesta. Ecco il passaggio più eloquente, tradotto dal suo eterna sfiduciato tweet:

“Attenti a voi stessi — o rischiate di essere eliminati!”

Quindi, idee chiare ce ne sono, ma i fatti? Beh, la guerra condotta dagli Stati Uniti e da Israele contro Iran ha appena compiuto 18 giorni senza pause, tra attacchi e contrattacchi che sembrano estratti da una soap opera dagli effetti speciali piuttosto amatoriali.

Da parte sua, Teheran ha deciso di far saltare i nervi agli Emirati Arabi Uniti colpendo infrastrutture energetiche e di trasporto, regalando al mondo l’ennesima prospettiva di una crisi energetica globale prolungata. Insomma, se volete evitare di trovare il pieno alla pompa, potete ringraziare questa sfida militar-industriale che sembra non conoscere pause né pietà.

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