Iran minaccia di colpire persino Cipro, Tajani annuncia l’invulnerabilità a prova di missili di Teheran – benvenuti nella nuova normalità mondiale

Iran minaccia di colpire persino Cipro, Tajani annuncia l’invulnerabilità a prova di missili di Teheran – benvenuti nella nuova normalità mondiale

Antonio Tajani, Ministro degli Esteri, si è cimentato in un’informativa urgente degna di una soap opera davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico. La sua missione? Nulla meno che “l’eliminazione del rischio nucleare e missilistico” proveniente dall’ormai famoso regime di Teheran. Chiaro, no? Perché noi comuni mortali volevamo solo farci qualche domanda, ma ecco che Tajani ci ricorda che stiamo parlando di una minaccia esiziale, non solo per la regione (ovviamente!), ma per l’intera Europa. Applausi.

Per rendere più drammatico il quadro, il ministro ha poi citato l’attualissimo incidente della notte: l’abbattimento di due droni “mirati” contro una base britannica a Cipro. Per fortuna i danni sono stati quasi simbolici, ma il messaggio? «Nessuno sarebbe al riparo da un Iran che passa da missile a bomba atomica» – parola di Tajani. No, niente allarmismi, solo un piccolo dettaglio che stravolge la sicurezza globale.

In sostanza, abbiamo una delicatissima partita a scacchi con un avversario che, secondo il nostro diligente ministro, non gioca certo per un gioco di società, ma come se fosse lo spettro apocalittico del nucleare. Intanto, l’Europa – che ovviamente è parte di questa partita – si ritrova a guardare il campo di battaglia con la stessa serenità con cui si guarda a un film horror balneare.

Il rischio nucleare? Una favola da ripetere all’infinito

La narrativa ministeriale si concentra sull’allarme nucleare e missilistico, come se fosse la trama di un thriller hollywoodiano. Peccato che, tra dichiarazioni solenni e droni abbattuti, nessuno ancora riesca a spiegare quale strategia concreta si stia adottando per evitare questa “minaccia esistenziale”. Magari pensavano di risolvere tutto con parole forti e qualche immagine da film di guerra, ma l’unico effetto tangibile è un’escalation di tensione che fa tanto “Effetto Domino” senza un piano visibile per fermare la caduta.

Questa speciale iniezione di droni abbattuti si traduce quindi in un eloquente messaggio che suona come un “state all’erta”, anche se nessuno è contento di vedere il volto del nemico così esplicitamente crudele. Solo che un governo europeo che si lamenta di questa situazione dovrebbe forse spiegare se e come intende tutelare i propri cittadini – o se preferisce continuare con la retorica drammatica che tanto piace ai palchi istituzionali.

Il ruolo dell’Europa e il teatrino della sicurezza

Chiunque abbia anche un minimo di senso critico potrebbe chiedersi: cosa sta facendo realmente Europa, o meglio, cosa fa l’Unione Europea nel teatrino di questa crisi? Mentre i ministri si scambiano dichiarazioni solenni e i giornali rimbalzano le notizie degli ultimi “incidente diplomatico-militari”, sul campo l’equilibrio resta sospeso a un filo – o meglio, a un drone abbattuto e qualche sparo verbale.

Il vero spettacolo tragicomico è vedere come si alimenti questa narrazione con frasi ad effetto, pezzi di propaganda e quel senso di urgenza che però non si traduce mai in decisioni notevoli. E così, mentre ci preoccupiamo dell’Iran e del suo arsenale, l’Europa rimane a guardare, incantata dal proprio dramma di sicurezza, senza mosse risolutive.

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