Questa eccelsa iniziativa ha lo scopo, o almeno così ci dicono, di creare il magico dialogo tra innovazione e finanza. Per essere più pratici, è un’occasione per fare networking e chiacchiere su temi “strategici” come biotech, pharma, digital health, diagnostica avanzata e quelle nuove tecnologie miracolose che dovrebbero salvarci tutti la vita. Peccato che spesso il risultato sia un insieme di slide e promesse poco concrete, ma hey, almeno si fanno foto e strette di mano.
L’appuntamento è fissato per le 9:00 del 10 marzo, e qualcuno si aspetterebbe che a Palazzo Merulana si respiri l’aria dell’innovazione vera. Al contrario, probabilmente sarà più una sfilata di buone intenzioni, incontri formali e la solita presentazione delle migliori (o presunte tali) soluzioni innovative raccolte con cura dall’inesauribile selettore di startup.
Ad aprire i giochi ci sarà la Vice Presidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli. Perché, ovviamente, niente evento istituzionale è completo senza il solito discorso inaugurale. Subito dopo, a tenere il palco, il mitico Presidente della Sezione Farmaceutica e Biomedicale, Massimo Scaccabarozzi, che sicuramente ci illuminerà con parole di saggezza, visioni futuristiche e, perché no, qualche battuta a effetto.
Per chi ha voglia di farsi travolgere da questa ondata di “innovazione” e connessioni fatte per sembrare fondamentali, la registrazione e tutti i dettagli sono disponibili sul sito ufficiale di Lazio Innova. Perché non c’è niente di più rassicurante di un evento ben organizzato in cui, tra un caffè e l’altro, si parla di futuro e growth con l’entusiasmo di chi sa bene che alla fine dei conti, la vera crescita resterà un’illusione benefica da raccontare ai posteri.
Il magico mondo del Life Science secondo la Regione Lazio
Non c’è dubbio: chiamarlo “Investor Day Life Science” dà un’aura di serietà e innovazione che pochi altri eventi riescono a ottenere. Ma non fatevi ingannare dalla pomposità del titolo o dalle sedi prestigiose. È un classico caso di autotergiversazione istituzionale in cui la parola “innovazione” viene srotolata come un tappeto rosso da calpestare senza mai uscire davvero dal circuito chiuso dei soliti noti.
Molto biotech, molto digitale, molta diagnosi avanzata: termini sexy che funzionano bene nei comunicati stampa e nei brindisi, ma che rischiano di diventare slogan vuoti se non accompagnati da un reale volano di fondi e politiche concrete. Ma perché insistere? Dopotutto, stare seduti a un convegno è pur sempre meglio che affrontare problemi veri, no?
In questo scenario, il ruolo di Regione Lazio e Lazio Innova è quello di fare da cupido tra i sogni di startupper e i finanziatori, senza troppo preoccuparsi di verificare poi se il matchmaking produca davvero risultati o si limiti a un flirt passeggero tra interessi e marketing.
E mentre si sorseggia l’immancabile caffè a Palazzo Merulana, tra un intervento e l’altro, si parlerà anche di “potenziale di crescita” e “contenuti tecnologici all’avanguardia”. Dite voi se non è poesia.



