Inter dilaga a Sassuolo con cinque reti e continua a prendersi il titolo di campione morale senza rivali

Inter dilaga a Sassuolo con cinque reti e continua a prendersi il titolo di campione morale senza rivali

Un pomeriggio di pura umiliazione sportiva a Reggio Emilia: l’Inter trasforma il campo del Sassuolo in un vero e proprio campo di battaglia andando a vincere per 0-5 nella 24ª giornata di Serie A. Oh, ma che sorpresa! Un allungo di ben otto punti sul pupillo di casa, il Milan, che per forza di cose dovrà rimboccarsi le maniche e recuperare la partita con il Como solo il 18 febbraio. Ma non temete, il 13 il Milan sfiderà il Pisa fuori casa per la 25ª giornata: sapranno fare qualcosa di meglio? Staremo a vedere.

Oltre a una batosta sonora, il Sassuolo si ritrova a giocare in dieci dal 54’, perché si sa, levarsi un giocatore di mezzo alle prese con un avversario così scatenato è come togliere il tappo a una bottiglia di champagne… scoppiettante. Ma non illudetevi: l’azione è partita subito con una potenziale fiammata emiliana al primo minuto, grazie a un tiro potente di Koné. Purtroppo per loro, una deviazione salvifica di Dimarco ha spento ogni sogno di gloria, mandando la palla in angolo.

Il capolista si fa sentire presto: l’11esimo minuto vede il colpo di testa vincente di Bisseck, un antipasto gustoso di quel che sarebbe venuto dopo. Al 28’ è di nuovo Thuram a mettere il sigillo sul risultato con un preciso colpo su cross proprio di Dimarco, che sembra essersi temporaneamente reincarnato in un assist-man perfetto.

E quando Sassuolo sembra finalmente tornare in partita con il gol di Thorstvedt, la Var dà il suo giudizio perentorio, annullando tutto per fuorigioco. Grazie agli Dei del calcio per la precisione tecnologica! Tre minuti di recupero calcistici, ma pochi, perché l’Inter ha altri piani.

Cinque minuti dopo l’inizio del secondo tempo ecco spuntare il capitano Lautaro, che ci regala una perla in più nella sua ormai lunga collezione di gol in campionato. Sembra quasi uno scherzo, ma anche questo gol nasce da un minuto capolavoro di Dimarco, il vero MVP della serata. Ancora più elegante è l’assist da calcio d’angolo che, quattro minuti più tardi, libera Akanji per il quarto goal, un capolavoro di precisione e tempismo.

Non manca la tragedia sportiva finale per Thuram, che dal 62’ si mangia letteralmente il gol della manita, con il portiere Muric a fare la parte dell’arbitro di battuta e la traversa ad aggiungere un pizzico di tragicità al momento. Nel cuore di questa disfatta emiliana c’è l’espulsione di Matic al 54’, che ha lasciato la squadra in dieci, evidentemente non la miglior strategia per fermare un rullo compressore.

Il gran finale arriva un minuto prima del novantesimo, quando il giovane Luis Henrique, approfittando di un rimbalzo più comico che fortunato in area del Sassuolo, mete la ciliegina sulla torta di una disfatta da ricordare – o forse da dimenticare al più presto. Il tutto condito da appena due minuti di recupero, giusto per non consumare troppo gli scarponi dell’Inter.

Un Inter da manuale e un Sassuolo… da dimenticare

Se qualcuno pensava che il Sassuolo potesse salvarsi grazie al fattore campo, beh, è stato deluso in pieno. L’Inter, con questa prestazione da manuale, manda un messaggio chiaro a tutto il campionato: qui non si scherza. Dietro a questa prestazione brillante c’è un mix letale di efficienza tattica, cattiveria agonistica e, rassicuriamoci, qualche rigore arbitrale ormai diventato cultura sportiva.

E sul fronte opposto, segnaliamo l’inevitabile crollo emotivo e tecnico del Sassuolo, incapace di reggere la pressione e soprattutto sprovvisto di una minima reazione di orgoglio dopo l’espulsione. Ma è chiaro, quando l’arbitro ti fa fuori uno dei pezzi forti come Matic, il de profundis è servito su un piatto d’argento.