Inter affonda il Lecce senza pietà e si incolla al trono, fate spazio al campione d’Italia indiscusso

Inter affonda il Lecce senza pietà e si incolla al trono, fate spazio al campione d’Italia indiscusso

Ancora una volta, non ci facciamo mancare nulla in questa Serie A dello spettacolo e del colpo di scena: Inter si regala la settima vittoria consecutiva con un secco 1-0 a Lecce. Come se non bastasse, si prende la vetta della classifica con un comodo +10 sullo Milan, che ha il grosso onere di giocare domani contro il Parma, sperando in un miracolo. Gli eroi nerazzurri, con i gol di Mkhitaryan al 75’ e Akanji all’82’, mettono in chiesa la partita allo stadio di Via del Mare, regalando così un profumo di scudetto che aleggia nell’aria. Nel frattempo, i poveri giallorossi pugliesi si trovano magicamente immobili a quota 24, insieme alla favolosa compagnia di Genoa e Cremonese, nella misera posizione numero 15.

Il match parte con l’Inter che si propone aggressiva fin dal fischio iniziale. Al primo minuto, Thuram fa il suo numero in area avversaria e tira, ma il disonore è il solito: il risultato è un angolo dopo la deviazione di Gaspar. Ovviamente, nella confusione difensiva, il giallorosso si fa male e deve uscire, sostituito da un certo Siebert, il quale entrerà in scena – o forse meglio dire in angolo – qualche minuto più tardi.

La partita procede con tentativi che oscillano tra il “quasi” e il “meglio lascia perdere”. Al minuto 7, il tentativo di Dimarco dal limite dell’area finisce fuori bersaglio, con la precisione di un piccione ubriaco. Poco dopo, il solito cross dell’eccellente Dimarco arriva a Luis Henrique, il quale si inventa un bel tiro al volo – salvo vedere la palla miracolosamente bloccata da Siebert sulla linea. Un minuto dopo, de Vrij si guadagna il giallo per un intervento da “non toccarmi” su Cheddira. Per aggiungere il tocco di classe alla festa, il pubblico di Via del Mare fischia in continuazione Bastoni, reo di aver tentato una simulazione degna del miglior attore da Oscar durante il match precedente, episodio che è costato l’espulsione di Kalulu. Da applausi la sportività, davvero.

Al minuto 21 Luis Henrique sfonda sulla fascia destra e serve all’indietro a Esposito, il quale tenta il tiro ma viene clamorosamente respinto dal difensore Ramadani. Poco dopo, al 26’, è ancora Esposito a provare la girata in area, obbligando il portiere Falcone all’angolo. Lodevole sforzo ma niente da fare. I padroni di casa tentano di risalire la china con una gran percussione di Ramadani al 33’, che però manda la palla oltre la traversa. Un po’ di emozione arriva al 37’, quando l’instancabile Esposito prende un cross da Thuram (sì, proprio lui, quello del calcio d’inizio) e prova il colpo di testa che sfiora la rete grazie a una manona di Falcone. L’ultimo squillo prima dell’intervallo è di Zielinski che, con un tiro da fuori area, manda la palla a sorvolare non curante per l’ennesima volta la traversa del portiere ospite.

La ripresa, ovvero l’arte di annullare gol e far vincere l’Inter

Nella seconda frazione di gioco, il siparietto del fuorigioco indecifrabile e controverso non si fa attendere. Al 6’ succede un episodio che farà discutere: un lancio lungo di Bisseck trova puntuale Thuram, il quale serve poi Dimarco, che con un mancino chirurgico sarebbe destinato a battere il portiere Falcone. Peccato per l’arbitro Manganiello, che con solerzia annulla per un fuorigioco piuttosto dubbio di spezialista. Una decisone che ha tutta l’aria di voler dar lustro a una partita già segnata.

La superiorità dell’Inter, però, inizia a farsi sentire davvero al 30’, quando finalmente arriva il gol del vantaggio. Da un angolo di Dimarco, la palla viene magicamente smistata in seconda linea, dove Mkhitaryan si inventa lo stop e il tiro che trafigge Falcone. Si tratta del primo lampo illuminante che dà il via all’apoteosi nerazzurra.

Il gran finale è di altissimo livello, degno di un film già visto. Al 37′ arriva infatti il raddoppio: ancora da un calcio d’angolo di Dimarco, questa volta è Akanji, l’ex City, a svettare sopra tutti e a insaccare. Un duplice colpo che spegne definitivamente le velleità dei leccesi, ormai rassegnati a un copione scritto da tempo.

L’Inter, come un saggio direttore d’orchestra, controlla il finale come se stesse componendo la sinfonia perfetta per lo scudetto già quasi cucito sulle proprie maglie. E i tifosi? Beh, loro possono godersi la stupefacente distanza siderale che il loro club sta scavando tra sé e un competitive Milan, disperato nella speranza di non affogare nel Parma.

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