Infrastrutture e intermodalità: la trovata geniale per far rinascere il Reatino che ha già tutto tranne una strategia vera

Infrastrutture e intermodalità: la trovata geniale per far rinascere il Reatino che ha già tutto tranne una strategia vera

Chi l’avrebbe mai detto? Un incontro tecnico tra Anas, Astral e i maghi dello sviluppo dell’Aeroporto Ciuffelli. Lì per lì, il pensiero corre a qualche mirabolante piano segreto di rivoluzione infrastrutturale, e invece no: si tratta solo di mettere insieme i cervelli – o almeno tentarci – per capire come sviluppare il territorio reatino. Che fantasia, un dibattito dove produttori, ingegneri e burocrati si parlano invece di fare come sempre: discutere di infrastrutture senza costruire nulla.

Messa così, sembra una festa per nessuno. La creativa idea è superare la vecchia, stucchevole mentalità dell’opera isolata per abbracciare un approccio integrato, tipo “tutte le infrastrutture insieme come unico sistema”. Perché sì, Rieti sta lì, guarda caso, incastrata tra direttrici strategiche come verso Roma, il Tirreno, l’Umbria e l’area marsicana. Poi però, alla prova dei fatti, queste direttrici fanno acqua più di un colabrodo e la parola “accessibilità” sembra un optional.

L’introduzione è stata affidata ai soliti noti: Stefano Cenci, vice di Unindustria, Marco Pezzopane e Augusto Antonini – tutti pronti a tessere le lodi di questa strategia “innovativa”. Ma la voce più interessante è stata quella di Sabrina De Filippis, che oltre a essere delegata per pianificazione territoriale e intermodalità di Unindustria, è anche amministratore delegato di FS Logistix. Insomma, una che sa il fatto suo, o almeno così si spera.

Sabrina De Filippis ha pontificato:

“Questo incontro è un’occasione d’oro per affrontare lo sviluppo infrastrutturale di Rieti in modo sistemico. Praticamente, Rieti è il crocevia naturale del centro Italia e dunque dovrebbe essere il cuore pulsante di una strategia che sblocchi tutte le sue potenzialità. Solo integrando i servizi di trasporto e garantendo interoperabilità tra reti potremo sperare in una politica territoriale efficace.”

Chiaro come l’acqua, no? Peccato che poi al tavolo tecnico, sotto questo slogan da brochure d’agenzia, si siano sciorinate le solite solfe sulle strade, le ferrovie e le poche infrastrutture aeroportuali che, guarda un po’, procedono con la lentezza di un bradipo zoppo.

Per la rete stradale, Lelio Russo di Anas, ha stappato l’ennesima presentazione sugli interventi previsti, partendo dalla gloriosa Salaria, che dovrebbe essere l’arteria cruciale per collegare Rieti a Roma. Speriamo non sia solo un’idea nella testa di qualcuno, visto che “infrastruttura decisiva” qui suona un po’ come ossimoro.

Franco Enzo Spagnuolo, dirigente di Astral, ha fatto il punto sulla viabilità regionale, promettendo potenziamenti che, tradotti in parole povere, significano forse piccoli rattoppi qua e là, giusto per sembrare attivi.

La ciliegina sulla torta è arrivata da Leonardo Maria Triaca di Enac Servizi, che ha annunciato un investimento da 13 milioni per ammodernare lo scalo aeroportuale in vista dei mondiali di volo a vela del 2027. Ah, il volo a vela! Nulla dice più “grande futuro” e “svolta epocale” come dei velivoli che volteggiano leggiadri tra le nuvole.

Naturalmente, niente voli commerciali qui, ma il fiore all’occhiello è la trasformazione dell’aeroporto in “piattaforma multifunzionale”, un termine così vago da poter racchiudere tutto e niente: dalla protezione civile alla “mobilità aerea avanzata” (che poi cosa sia, neanche loro lo sanno). L’obiettivo subliminale? Creare servizi, attrattività e, perché no, qualche opportunità economica. Spoiler: probabilmente solo sulla carta.

In conclusione, il riassunto di tutta questa bella tiritera è che il futuro di Rieti non si costruirà certo dividendo il trasporto in piccoli feudi contrapposti, ma integrandoli in una danza armoniosa. Bravo il pensiero, peccato che dopo decenni di chiacchiere e tavoli tecnici, la realtà paia più quella di un balletto tragicomico.

Insomma, migliorerà la rete viaria, si cercherà di far andare meglio i treni e magari, chissà, riusciamo pure a valorizzare l’aeroporto. Obiettivo finale? Rendere Rieti meno “marginale”. Ecco, almeno non si nasconde più l’evidenza: la marginalità è roba da cartellino rosso, che però qui continua a prendere gol a raffica. Benvenuti nel magico mondo delle infrastrutture centrali d’Italia.

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