Immaginate la scena: Valeria, in pieno arresto cardiaco su un banale autobus a Sesto San Giovanni. Il suo cuore, con grande senso di ribellione, decide di fermarsi, ma l’operaio grazie al quale sopravvive non ha nessuna intenzione di cedere alla tragedia.
A descrivere questa struggente odissea è Alberto Zangrillo, primario di Anestesia e Rianimazione al San Raffaele, che da eroe social si cimenta nel racconto di una salvezza quasi miracolosa, raccontando una storia che più che una cronaca sembra un manuale di sopravvivenza cittadina.
Ora, cullatevi nell’ironia: ben 15 minuti di massaggio cardiaco eseguito da gente qualunque, senza alcun titolo, come se la loro improvvisata fosse la panacea di ogni male.
Il dottore prosegue narrando le avventure del defibrillatore automatico, che finalmente entra in scena quando, miracolo dei miracoli, il cuore decide di fare il suo dovere e diventare “defibrillabile”. Sicuramente un momento di pathos degno di un film di Hollywood.
Come sta la donna ora
Dopo questa incredibile impresa, Valeria impiega la bellezza di 70 minuti per giungere all’ospedale San Raffaele. L’attesa spasmodica in ambulanza è perfetta per chi ama le corse ad ostacoli burocratiche.
Ora la donna si trova in circolazione extracorporea, un termine altisonante che indica il pompaggio artificiale del sangue, con una sorprendente ripresa delle funzioni, soprattutto neurologiche — il che vuol dire che il cervello, misteriosamente, non ha completamente perso il senso dell’ironia di questa storia.
“I nostri studenti lo imparino a scuola”
Da vero educatore pubblico, Zangrillo non perde l’occasione per lanciare il suo grido di battaglia: la rianimazione cardiopolmonare dovrebbe diventare materia obbligatoria nelle scuole. E non solo, ovviamente.
Perché, a quanto pare, la vita di Valeria salvata da cittadini improbabili deve essere un paradigma universale. Un manifesto di responsabilità civica da imparare a memoria, almeno fino alla prossima emergenza, in cui tutti, armati di spirito di iniziativa e poche nozioni, potranno cimentarsi nel rito sacrale del massaggio cardiaco fai-da-te.
In definitiva, chi l’ha detto che solo medici e professionisti della salute possono salvare una vita? Per fortuna ci sono quei comuni mortali, con la forza dell’ignoranza mista a buon senso, capaci di trasformare un autobus normale in un’ambulanza di fortuna. E chissà che non diventi una nuova materia scolastica per i polemici di domani.



