Il nostro caro sindaco Beppe Sala, evidentemente ferito nell’orgoglio da un gesto poco ortodosso del consigliere Marcora, si è sentito in dovere di denunciare al mondo intero – o quantomeno ai vertici del partito avverso, al presidente del Consiglio e a quello del Senato – la temeraria pubblicazione della sua foto con l’etichetta di galeotto. Eh già, perché nulla urla “momento di celebrità” come essere immortalati in versioni da contravventore, soprattutto se a vantaggio di qualche piccola vendetta politica.
Con la solita bonomia che lo contraddistingue, Beppe Sala ha provveduto a far sapere a tutti che questo gesto non è passato inosservato. Ora, chissà se qualcuno nel grande circo della politica italiana si prenderà la briga di rispondere a questo appello drammatico, oppure lo lascerà come quell’ennesimo episodio di teatrino duro a morire nel Belpaese.
Naturalmente il consigliere di Fratelli d’Italia ha rigettato al mittente la presunta minaccia, rispondendo con una battuta al vetriolo: «È una minaccia?» Come dire, se qualcuno pensa che la satira politica si limiti a scambi di tetrine foto da galeotto, evidentemente non ha ancora capito a cosa va incontro chi si avventura in queste acque infide della comunicazione pubblica.



