In metro con una piantagione al seguito l’aroma tradisce il genio del pusher improvvisato

In metro con una piantagione al seguito l’aroma tradisce il genio del pusher improvvisato

Era semplicemente in metro, un innocuo passeggero come tanti, ma evidentemente la sua tasca stava raccontando una storia ben diversa. Infatti, oltre a un odore tutt’altro che discreto, portava con sé quasi 400 grammi di marijuana. Un dettaglio insignificante, se non fosse che l’inconfondibile profumo d’erba ha attirato subito l’attenzione degli agenti della Polmetro. E così, senza troppo clamore, sono scattate le manette.

Un uomo di 47 anni, di origine gambiana, si è trasformato da tranquillo viaggiatore a sospetto spacciatore nel giro di pochi minuti, proprio nella stazione Lanza della linea M2 “Verde” della metropolitana di Milano. Siamo nel tardo pomeriggio del venerdì 20 febbraio, quel momento perfetto per un’operazione lampo di controllo.

Il cosiddetto blitz delle 17.30 vede una pattuglia della Polmetro impegnata nel solito servizio di prevenzione – o repressione, a seconda dei punti di vista – quando un individuo, dall’atteggiamento definito sospetto, cattura la loro attenzione tra la folla della stazione. Non serve molto: un controllo di routine, così si dice, giusto per vedere se tutto fila liscio.

Durante la perquisizione, la sorpresa: 389 grammi di marijuana, una quantità che farebbe invidia a un piccolo coltivatore, e 380 euro in contanti. Questi ultimi naturalmente catalogati come “frutto dell’illecita attività di spaccio”, la tipica ciliegina sulla torta che giustifica l’arresto immediato.

E così, il nostro simpatico passeggero si ritrova con i polsi stretti dalle manette, destinato a diventare un altro esempio perfetto di come un odore può passare dall’essere un fastidio in metro a una sentenza penale. È la magia della sicurezza urbana, signore e signori.

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