Il titolo di Abivax affonda del 30% dopo l’ennesima delusione sui trial per la cura delle malattie intestinali

Il titolo di Abivax affonda del 30% dopo l’ennesima delusione sui trial per la cura delle malattie intestinali

Ah, il magico mondo delle biotecnologie! Abivax, la star francese del momento, ha visto le sue azioni precipitare di un bel 32%. Motivo? Dati appena pubblicati sul suo nuovo farmaco per la colite ulcerosa. Peccato che, tra un’illusione terapeutica e l’altra, siano spuntati anche casi di cancro tra i pazienti che prendevano la dose più alta. Un dettaglio insignificante, vero?

Un brillante analista di Jefferies ha messo il dito nella piaga: “Il segnale di cancro complica la situazione. Anche se potrebbe essere un semplice rumore di fondo, pensiamo che questo macigno peserà, specialmente considerando la totale assenza di altri eventi dati importanti nel prossimo anno.” Insomma, un’esclusiva pietra incastonata nel percorso dorato di Abivax.

Nel lotto di studio sono infatti emersi un caso di cancro alla prostata, uno al seno e una displasia colica, prontamente bollati come “non collegati al trattamento”. Ma attenzione: sulla dose da 50 mg si sono presentati ben quattro casi di tumori cutanei. Di questi, due, a quanto pare, erano “non o poco legati” al farmaco, e gli altri due avevano una storia clinica di… cancro della pelle. Davvero rassicurante!

I simpatici esperti di Jefferies ammettono pure che “una spiegazione ragionevole” per quei casi di cancro c’è, ma naturalmente “non sembra proprio uno scoglio che si possa liquidare con facilità”.

E mentre nel 2025 le azioni erano volate del 1.700%, ora si ritirano bonariamente del 7%, con un crollo verticale durante la giornata di negoziazione che le ha fatte precipitare del 32%. Un’impresa!

I dati provengono da uno studio di mantenimento durato 44 settimane, in cui Abivax ha testato l’efficacia di obefazimod, il loro farmaco di punta per la colite ulcerosa. Questo dopo un trionfale trial di fase avanzata nei primi mesi del 2025, che aveva fatto sognare investitori e pazienti con risultati addirittura sopra le più rosee aspettative.

Il farmaco sperimentale veniva descritto da molti analisti come un possibile best-in-class per migliorare la vita di chi soffre di questa fastidiosa malattia intestinale. Si punta anche al mercato miliardario delle sindromi da intestino irritabile, provando ad allargare l’indicazione terapeutica anche alla malattia di Crohn. L’ecosistema di sogni ben finanziati non manca certo di ambizione.

David Rubin, una specie di guru nel campo delle malattie infiammatorie intestinali e direttore del centro dell’Università di Chicago Medicine, ha dichiarato:

“I dati di mantenimento a 44 settimane dimostrano il potenziale dell’obefazimod nel fornire un’efficacia significativa e un controllo duraturo della colite ulcerosa. Il meccanismo innovativo, la remissione clinica sostenuta e l’ottimo profilo di sicurezza a lungo termine ne fanno un candidato ideale per colmare una lacuna importante nelle terapie attuali.”

Una vera chicca che, però, non ha impedito a Abivax di essere sulla bocca delle grandi aziende farmaceutiche, pronte a mettere le mani su un gioiellino clinico-stagionale guidato da Marc de Garidel, amministratore delegato dall’aria sorniona.

Ma niente paura: de Garidel ha spiegato chiaramente di non avere fretta alcuna di vendere o fare affari subito, confidando che i risultati chiave di giugno dello studio di mantenimento miglioreranno i termini degli accordi di partnership. Insomma, il prezzo al rialzo è ancora possibile e, soprattutto, auspicabile per lui.

È universalmente dato per scontato che Abivax sarà acquisita prima di lanciare ufficialmente obefazimod, ma il CEO ci tiene a precisare che il piano è di raccogliere capitali dopo aver mostrato i nuovi dati a giugno. Tanta sicurezza in un panorama dove le buone notizie sembrano avere una scadenza molto breve.

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