Il principe Andrea beccato e arrestato per qualche guaio a sorpresa

Il principe Andrea beccato e arrestato per qualche guaio a sorpresa
Andrew Mountbatten-Windsor, fratello minore di Re Carlo, finire sotto la lente della polizia britannica con l’accusa di scorrettezze nell’esercizio della pubblica funzione. Ovviamente, come da copione, tutto è partito da segnalazioni e nuove scorribande investigative sul filone ormai inflazionato delle sue relazioni poco raccomandabili.

I poliziotti di Thames Valley sono stati immortalati mentre arrivavano a casa di Andrew nella sua dimora a Sandringham. Sono scattate perquisizioni addirittura anche nell’adiacente Berkshire e nella natìa Norfolk, che evidentemente non basta nemmeno più come rifugio sicuro per il rampollo reale caduto in disgrazia.

Oliver Wright, l’Assistente Capo della Polizia, ha probabilmente tentato di far suonare la musica della serietà: “Dopo un’attenta valutazione, abbiamo deciso di aprire formalmente un’indagine per presunto illecito in carica pubblica.” Un sospetto definito come “uomo sessantenne non identificato” ha subito l’arresto, ma chissà se il candore usa e getta delle forze dell’ordine britanniche riuscirà a convincere chiunque dotato di un minimo di senso critico.

Ovviamente, l’ufficiale ha preso tempo: “Stiamo svolgendo le indagini con la massima integrità e insieme ai nostri partner, garantendo l’obiettività del procedimento.” Aggiungendo poi la proverbiale pepata promessa di aggiornamenti “quando sarà il momento giusto”, perché i reali devono pur essere trattati con quella speciale indulgenza, no?

Il dipartimento di polizia di Norfolk si è giusto limitato a dichiarare di collaborare al coordinamento delle forze, così tanto per complicare la scena e diffondere un’ennesima patina di mistero. Il tutto mentre il pubblico, naturalmente, resta interessatissimo a ogni nuova puntata di quello che ormai pare un reality di lungo corso più che un’indagine seria.

Un Principe Caduto in Disgrazia

Andrew, quello che una volta era il secondo figlio di Regina Elisabetta e fratellino “buono” del sovrano in carica, da tempo non fa più onore al blasone della famiglia Windsor. Il suo nome è stato legato, con gran discredito, all’amicizia con il defunto criminale sessuale Jeffrey Epstein, un legame che, come si può immaginare, ha spalancato le porte di uno scandalo senza precedenti.

Naturalmente, lui nega qualsiasi responsabilità, ma la pressione mediatica e pubblica non ha lasciato scampo all’immagine della corona. Poco tempo dopo, come risposta “risoluta” della monarchia, Andrew è stato privato dei suoi titoli nobiliari, incluso il celeberrimo “Sua Altezza Reale” e la dignità di “Principe”. Insomma, retrocesso da membro attivo a pensionato con pensione decurtata.

Ma non è tutto qui: oltre a perdere il titolo, Andrew è stato cacciato dal sontuoso Royal Lodge a Windsor, la sua storica residenza, per essere trasferito in una casa decisamente più modesta nel regno di Sandringham, proprietà di Re Carlo. Geniale, no? Meno onore, meno status, meno sicurezza, meno denaro, e una casa meno prestigiosa – tutto a spese del fratello monarca, che si tiene comunque con gran cortesia il costo dell’alloggio.

Non male come tecnica di contenimento dei danni: oltre a sottrarre l’assegno personale annuale e tagliare la scorta, il Re si prende carico delle spese domestiche dell’ex principe. Insomma, licenziato da “lavoratore” ma sostenuto a sbafo dalla corona, un esempio perfetto di come si “disfano” i componenti colpevoli in una famiglia regale.

Ecco quindi il quadro completo: un re che depenna titoli, una polizia che si arrampica sugli specchi per non svelare troppo e un principe ridotto ad arrestato, ma coccolato sottobanco dai soldi pubblici. Chi non gioirebbe nel vedere tanto equilibrio e giustizia incarnati perfettamente?

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