Dopo una serie impressionante di 24 risultati utili consecutivi, il Milan decide che è il momento perfetto per farsi sorprendere dal Parma con un sonoro 1-0, nel posticipo della 26ª giornata di Serie A. Addio, forse definitivamente, alle flebili speranze di contendere lo Scudetto all’Inter. Perché a chi importa se i nerazzurri di Chivu mantengono ben 10 punti di vantaggio? Sicuramente non al Milan, che si vede scivolare via il sogno più grande.
Nel frattempo, il Parma brinda a tre punti oro in chiave salvezza, espugnando niente meno che San Siro grazie a un gol tanto contestato quanto fortunato di Troilo nel finale. E quando diciamo contestato, intendiamo una rete convalidata dopo una lunghissima – e probabilmente inutile – review al VAR. Pronti per un altro ciclo di polemiche? Magari per la prossima puntata della saga “VAR: la soap opera italiana”.
Le brutte notizie per Massimiliano Allegri non sono finite prima ancora che il match iniziasse. A causare l’imprevisto forfait è prima Mattia Gabbia, inchiodato da un fastidio alla coscia destra nel riscaldamento. Nessun rischio, dice il club, via libera a Koni De Winter in sua vece. Poco dopo, durante il primo tempo, è il turno di Loftus-Cheek, che si infortuna in uno scontro con il portiere ducale Corvi. Il centrocampista inglese si fa portare via in barella, con un trauma facciale serio (rottura dei denti inclusa), ma almeno è rimasto cosciente. Il suo sostituto? Un certo Jashari, che non aveva certo chiesto il biglietto per questa partita di sofferenza.
Il primo tempo, come ci si poteva aspettare, è un capolavoro di equilibrio noioso. Il Milan spinge con una certa determinazione, ma il Parma si difende ordinatamente e, quando può, prova a mordere. La prima occasione degna di nota? Un tentativo fuori bersaglio di Pellegrino, mentre i rossoneri si aggrappano disperatamente ad alcune conclusioni di Jashari e alle due occasioni d’oro sprecate da Pulisic. L’americano, invece di approfittarne, decide di regalare l’ennesima delusione a San Siro.
Nel secondo tempo, la musica non cambia: Leao e ancora Pulisic cercano il gol con insistenza, ma il portiere del Parma, Corvi, non si lascia sorprendere. Anzi, la dea bendata gira le spalle ai rossoneri quando Leao centra il palo con un destro al volo da centro area. Un pizzico di sfortuna per un Milan che sembra incapace di concretizzare l’impeto.
La ciliegina sulla torta arriva nel finale, quando il Parma pesca il jolly con un colpo di testa di Troilo su calcio d’angolo. L’arbitro Piccinini ha fiuto e annulla la rete per un fantomatico fallo su Maignan in mischia, salvo poi ritornare sui suoi passi e convalidare il gol dopo una lenta e stressante revisione al VAR. Perché a quanto pare il contatto era troppo lieve per giustificare l’annullamento. Un balletto arbitrale che ci ricorda che la coerenza è un optional nella Serie A 2024.
Il Milan prova l’estremo assalto, e Fullkrug si rende protagonista di un tiro di poco a lato che avrebbe potuto regalare l’illusione del pareggio. Ma niente da fare, il destino vuole così. L’Inter, però, ringrazia e si crogiola nel vantaggio di 10 punti, ormai sempre più vicino a intascarsi il tanto agognato Scudetto. Chi ha detto che il campionato è ancora aperto? Sarà pure un gioco di illusione chiamato calcio, ma questa storia è finita da un pezzo.



