Che gioia di panorama giudiziario abbiamo oggi: Joathan Maldonato, uomo enigmatica e modello di nobiltà d’animo, è stato rinviato a giudizio per il tentato omicidio della moglie, oltre che per maltrattamenti domestici. Un pacchetto completo, degno di una serie TV. La procura, con la sua riverenza per i dettagli, ipotizza perfino il motivo dell’aggressione — pare che Maldonato non avesse ancora digerito la separazione proclamata dalla moglie Soukaina El Basri. Un classico dell’amore morboso che speravamo fosse riservato solo ai romanzi rosa scadenti, e invece eccolo vivi e vegeti nella realtà.
La mattina fatidica di maggio, sempre secondo la versione prodotta dall’abile indagine del sostituto procuratore Paola Francesca Ranieri, la signora El Basri sarebbe caduta per un inciampo, portando il petto a scontrarsi contro un mobile. Un incidente da manuale. Ma la scena prende rapidamente una piega da dramma greco: Maldonato avrebbe deciso di fare un favore alla narrativa noir, raggiungendo la donna e sbattendola con brutale vigore sul letto di casa. Non pago, le avrebbe inferto una ferita con una lama affilata, entrando per 49 millimetri nel torace sopra il seno sinistro, sotto la clavicola, recidendo un’arteria polmonare e lesionando perfino un polmone. Insomma, una gara ad alta precisione nel far danni. Dopo questo brillante exploit, ad aumentare il tocco da tragedia, i sanitari del 118 arrivano sul posto, ma il nostro eroe decide saggiamente di non menzionare la ferita, “aggravando consapevolmente” le condizioni della consorte. Così, dopo un arresto cardiaco di ben 35 minuti e un prolungato coma, il resto è storia da manuale di indifferenza e cinismo.
Il repertorio di un uomo modello: pedinamenti e ludopatia
Se qualcuno si aspettava che la storia si fermasse qui, tanto valeva aspettare il finale di una soap opera di bassa lega. Prima di questo episodio degno di Un posto al sole, Maldonato pare essere stato un fedele investigatore della vita privata della moglie: pedinamenti degni di un thriller da quattro soldi, controllo ossessivo del telefono e minacce varie di sottrarle le figlie. Ah, dimenticavamo l’ironia sopraffina: pesantissimi insulti per il mestiere di influencer di Soukaina. Nel frattempo, però, il nostro vagabondo emotivo avrebbe accusato la donna di non coprire le spese di casa, mentre lui spendeva scomodamente fior di quattrini per placare la sua ludopatia. Perché nell’elenco delle virtù, evidentemente, c’è anche la bravura nel minacciare il suicidio, pure davanti alle bambine, e gli episodi di violenza fisica.
Il campo profanato: ingresso vietato nella casa sotto sequestro
Quando ormai le indagini sembravano aver raggiunto un livello di noia irrilevante e superfluo, ecco la ciliegina sulla torta: la villetta di via Coppa a Chiavazza era stata messa sotto sequestro, insieme al fratello di Maldonato, anche lui in procinto di salire sul palco dei processi. Naturalmente, con la delicatezza di un elefante in un negozio di cristalli, il nostro eroe ha pensato bene di violare i sigilli, entrando abusivamente in casa. Per chi stesse cercando un modello di rispetto della legge, suggeriamo di guardare altrove. Questi episodi si riflettono anche nelle testimonianze della stessa moglie, che ha dovuto raccontare il tutto davanti al tribunale dei minori di Torino. Un quadro tristemente familiare e spettacolarizzato che si ripete con puntuale prevedibilità.
Maldonato respinge ogni accusa: la difesa del protagonista
Come qualsiasi cartone animato con un cattivo ben disegnato, Maldonato non perde tempo e rilascia la sua dichiarazione d’innocenza. Accuse? Mere favole. Dichiarazioni di colpevolezza? Assolutamente da rivedere. Secondo lui, infatti, sarebbe stata la moglie quella con atteggiamenti “anticonservativi” e pericolosi. Classico gioco a specchio, insomma: lui il martire e lei l’aggressiva. Un ritratto da pièce teatrale degna dei palchi più piccoli, mentre il pubblico, tra sarcasmo e incredulità, si prepara a seguire l’ennesima puntata di questa telenovela giudiziaria tutta italiana.



