Il Lazio promette miracoli nel 2026: più soldi alle imprese per farci credere nello sviluppo vero

Il Lazio promette miracoli nel 2026: più soldi alle imprese per farci credere nello sviluppo vero

Che gioia immensa, amici! Il venerdì 16 gennaio 2026, alle magnifiche 12:00, nella leggendaria Sala Tevere della Regione Lazio in via Cristoforo Colombo 212, a Roma, si terrà la presentazione delle radiosa novità della Programmazione 2026–2028. Ovviamente, tutto questo è generosamente cofinanziato dal glorioso Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), l’ancora di salvezza per le imprese “poverine” del territorio.

Un’occasione forse irripetibile per scoprire come i denari pubblici — quelli che provengono dalle nostre tasche, mica da un forziere magico — saranno utilizzati in investimenti, strumenti mirabolanti e progetti dal dubbio successo per il nostro amatissimo tessuto economico locale.

Il solito cocktail di buoni propositi e vaghe promesse

Naturalmente, questa “Programmazione”, come la chiamano con tanto entusiasmo, promette di essere la panacea di tutti i mali delle nostre imprese. Basta leggere tra le righe: fondi europei, strategie di sviluppo e chi più ne ha più ne metta, ma di risultati concreti, quelli veri, ammirevoli e duraturi, si sa, ce ne sono ben pochi. Ma chi ha tempo per i dettagli quando si può prendere parte alla festa della burocrazia!

Il FESR, che suona come un nome altisonante, altro non è che il classico giocattolo finanziario con cui Bruxelles ci coccola ogni tanto, promettendo di risolvere problemi strutturali che si trascinano da decenni. Mentre le imprese faticano, si finanziano piani eccessivamente ambiziosi specie per territori che, invece, necessiterebbero di misure concrete e immediate, ma voi siete qui per sentire quanto è bello il futuro, vero?

Regione Lazio: strategia o solo passerella?

E la Regione Lazio, ovviamente, non poteva mancare in questo spettacolo di buone intenzioni. Sarà l’occasione per i soliti noti di sbandierare capacità di gestione, progetti futuristici e investimenti che, molto spesso, smarriscono la loro strada tra un assessorato e un altro, tra promesse mai mantenute e bandi che si aprono e chiudono con velocità sorprendente.

Ci si chiede però: quanta parte di questa “strategia” trarrà realmente vantaggio il tessuto economico locale, fatto di piccole e medie realtà che spesso arrancano senza nemmeno la mezz’ora di gloria delle inaugurazioni ufficiali? Ma, come sempre, l’importante è apparire e fare passerella davanti alle telecamere, ovviamente rigorosamente aspettando il prossimo finanziamento europeo…

Il futuro? Un bel gioco di scatole cinesi

Insomma, ci si prepara per una nuova tranche di “fantasmagoriche” opportunità cofinanziate, quella che dovrà andare dal 2026 al 2028. Il problema è che spesso questi fondi finiscono per essere un gioco di scatole cinesi, con investimenti che si autosostengono ma non generano quel salto qualitativo che tanti, a parole, pretenderebbero. Sono i dettagli operativi a fare la differenza, ma chi li racconta con entusiasmo ironico?

Nel frattempo, si potrà sempre lodare la lungimiranza della Regione Lazio e del FESR in qualche aula istituzionale di via Cristoforo Colombo, assistere a slide coloratissime e slogan di circostanza, e attendere che quelle presunte opportunità si traducano in qualcosa di concreto, verificabile e, soprattutto, concreto.

Provate a non trattenere il respiro.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!