Che gioia, finalmente anche Ferrari ha deciso di entrare nel magico mondo delle auto elettriche, presentando la sua fiammante Luce. Ovviamente, il prezzo non poteva che essere da capogiro: 550.000 euro, roba che nemmeno la boutique più esclusiva di Milano osa proporre con tanta spavalderia. Ma niente paura, il CEO Benedetto Vigna ci assicura che l’interesse dei clienti, soprattutto i nuovi super-ricchi, è alle stelle. Peccato che il mercato abbia pensato diversamente: subito dopo la presentazione, le azioni in borsa sono scese dell’8%, un modo sottile per dire “sì, grazie”.
Durante una tavola rotonda a Modena, Vigna ha digrignato i denti difendendo il prezzo, definendolo “giusto” per l’innovazione offerta. Poi, con la grazia di un diplomatico, ha sottolineato che la Luce non vuole certo sostituire le tradizionali motorizzazioni, perché – eh già! – il cliente deve ancora “capire” che questa è un’altra cosa rispetto alle banalità elettriche cinesi o di altre marche. Sempre secondo lui, il design non si può semplicemente copiare, deve essere “diverso”, rispettando la nuova tecnologia. Insomma, un discorso pieno di rispetto… forse troppo per chi bada solo ai numeri.
Parlando di numeri, il modello Luce è la prima Ferrari a cinque posti, dimostrando che anche la casa del Cavallino Rampante vuole ospitare tutta la famiglia durante il weekend. Raggiunge i 100 km/h in circa 2,5 secondi e sfreccia fino a 310 km/h, perché mica si può tradire la tradizione delle prestazioni, anche con un’auto accelerata a batterie.
Per non farci mancare niente, la Luce è stata progettata in casa, a Maranello, e affidata nella design a LoveFrom, una società capitata là grazie al tocco di Jony Ive, l’ex guru del design Apple. Un nome da copertina per uno stile che però sta facendo storcere il naso a più di qualcuno…
Critiche dall’aristocrazia Ferrari e oltre
Come se non bastasse la fredda accoglienza del mercato, anche la vecchia guardia sembra essere fuori di sé. Luca di Montezemolo, ex presidente e pilastro di Ferrari per decenni fino al 2014, ha definito la nuova Luce una vera e propria “vergogna” che deturpa la gloriosa storia del marchio. L’ex dirigente ha persino auspicato con finezza che il celebre Cavallino Rampante venga rimosso dalla vettura, espressione massima del disappunto. Scala lunare, purtroppo, vista la sua recente nomina nel consiglio di amministrazione del concorrente McLaren, che ha puntato su motori ibridi, ma almeno non ha lanciato scenate pubbliche.
Ovviamente, Ferrari ha mostrato tutta la sua eleganza rifiutando di commentare le frecciatine di Montezemolo. Nessuna sorpresa, si sa che la famiglia del Cavallino preferisce farsi sentire soprattutto con i portafogli… e i prezzi astronomici.
E vogliamo parlare del ministro italiano dei trasporti e vicepremier Matteo Salvini? Non si è lasciato sfuggire occasione per sbertucciare la Luce, definendola “elettrica, outrageously cara (550 mila euro!) e, dal punto di vista estetico, una roba che parla da sola… sembra tutto meno che una Ferrari. E questa dovrebbe essere ‘innovazione’? Chi lo sa cosa direbbe Enzo Ferrari”…
Ah, l’innovazione secondo Ferrari: prendi un nome iconico che ha fatto sognare generazioni, lo impacchetti in un design discutibile, e lo timbri con un prezzo che sfida la ragione. In più, ascolti chi la pensa diversamente solo per ribadire che il rispetto della tecnologia comanda. Il risultato? Una tempesta social, una caduta in borsa e soprattutto la sensazione che il prestigio della Casa italiana stia scivolando su una buccia di banana elettrica.
Ci consoliamo con la speranza che, dopo tutto questo trambusto, qualcuno capisca davvero cosa significa fare innovazione senza dimenticare le radici. E magari, solo magari, la prossima Ferrari elettrica sarà un po’ più… Ferrari, e un po’ meno “esotica”.



